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Trenta forestali, cani, trappole: parte la caccia all’orsa che ha aggredito un uomo

Angelo Metlicovec, 69 anni, idraulico in pensione di Cadine, la sera di sabato stava passeggiando con il suo cane quando, nella zona dei laghi di Lamar, è avvenuto lo sventurato incontro (troppo) ravvicinato con un'orsa.

Quello che era un combattimento tra Leonardo di Caprio e un’orsa nel film “Revenant: Redivivo”, per un uomo in Trentino si è trasformato in un orribile realtà. Angelo Metlicovec, 69 anni, idraulico in pensione di Cadine, la sera di sabato stava passeggiando con il suo cane quando, nella zona dei laghi di Lamar, è avvenuto lo sventurato incontro (troppo) ravvicinato con un’orsa senza radiocollare. Incontro che ha lasciato segni e ferite sul pensionato che è stato trasportato con l’elicottero al pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara di Trento, dove è stato medicato.

A distanza di due giorni, tutto è pronto per la caccia all’orsa: trenta forestali, cani di razza Laika addestrati alle attività contro gli “orsi problematici”, proiettili narcotizzanti, trappole tubo e lacci Aldrich.

Si pensa che l’orsa sia KJ2, con un mandato di cattura e in fuga da quasi due anni, e anche recidiva, visto che nel giugno del 2015 aveva aggredito una persona nella stessa zona. Dopo quattro mesi i forestali sono riusciti a metterle il radiocollare, ma a inizio primavera del 2016 KJ2 ha perso il dispositivo e da lì si sono perse le sue tracce e “come la maggior parte degli orsi è elusiva, non è facile da avvistare” afferma Claudia Groff, coordinatore del settore grandi carnivori del Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha però firmato l’ordinanza per la cattura dell’orso, che prevede un “intervento di monitoraggio, identificazione e rimozione di un orso pericoloso per l’incolumità e la sicurezza pubblica”.

Claudio Civettini (Civica Trentina) parla invece di fare “piazza pulita da questa invasione”. Questa affermazione ha però movimentato gli animalisti. Il Wwf chiede che “si capisca meglio la dinamica dell’accaduto”, mentre la Lav parla di “sacrificio dell’orsa sull’altare della politica”. Ciò che si teme di più ora però è soprattutto un possibile ripetersi del caso Daniza, orsa catturata nel 2014, dopo aver aggredito un uomo, e morta perché non è riuscita a reggere l’anestesia.

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