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Meno 26: sotto organico i vigili del fuoco, chiedono sostegno

La segreteria provinciale Uilpa Vvf intende informare della situazione dell’organico del Comando dei Vigili del Fuoco di Bergamo denunciandone la grave carenza e i rischi che inevitabilmente ne derivano.

La segreteria provinciale Uilpa Vvf intende informare della situazione dell’organico del Comando dei Vigili del Fuoco di Bergamo denunciandone la grave carenza e i rischi che inevitabilmente ne derivano.

La sicurezza dell’intera provincia bergamasca è seriamente compromessa – spiega il segretario provinciale Michele Di Giovanni – se consideriamo anche l’alto fattore di rischio che comporta l’ ospitare in provincia la sede aeroportuale di “Orio al Serio”; terzo scalo internazionale del Paese.

Sono 16 i vigili del fuoco arrivati  nel mese di giugno mentre altri 15 sono  previsti per il mese di settembre, assegnazione quest’ultima anticipata al mese di agosto a causa delle emergenze incendi su quasi tutto il territorio nazionale, che in questi giorni stanno mettendo a dura prova i vigili del fuoco impegnati senza sosta allo spegnimento.

Le stesse emergenze hanno anticipato la mobilità nazionale di quei vigili del fuoco che hanno chiesto il trasferimento ad altri comandi al 7 agosto, ne consegue quindi che nella stessa data arriveranno al comando altri 7 vigili anziani, quindi sommando i numeri in ingresso si ha un saldo positivo di 38 unità.

Purtroppo però i numeri in ingresso non coprono le mancanze croniche né tanto meno i trasferimenti dei vigili in uscita dal comando di Bergamo. Infatti il numero in uscita è di 49 unità di vigili anziani che sommato al numero in entrata dà un saldo negativo di 11 unità, il quale, aggiunto a sua volta, alle mancanze croniche di 15 unità beneficiarie di leggi speciali (come L. 104/1992, art. 42 D.LGS 151/2001 ed art. 12 del C.C.N.L.), porta ad un saldo ultimo di -26 unità.

Per essere più chiari è utile precisare che il personale che usufruisce dei vantaggi delle leggi sopra indicate, risulta sulla carta in forza al Comando di Bergamo, ma all’atto pratico si trova a svolgere le proprie mansioni lavorative nella sede in cui ha fatto richiesta d’assegnazione; dunque altrove.

Il segretario Uilpa chiede di intervenire sensibilizzando e sollecitando il Ministero dell’Interno ad una riflessione seria sul tema, alla ricerca di una soluzione concreta del problema che dalla bergamasca fa vasta eco, purtroppo, su scala nazionale e di cui ci si ricorda solo in occasione di tragici eventi per poi dimenticarsene, sistematicamente, al passare dell’emergenza fino all’insorgere della successiva.

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