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Tour de France, Parigi incorona Chris Froome

"Non era mai accaduto che Chris Froome vincesse la Grande Boucle senza successi di tappa e senza prima aggiudicarsi il Giro del Delfinato." Ecco la cronaca della corsa più antica del mondo verso l'abbraccio di Parigi raccontata dal nostro Luca Andreini, classe 1997

Sfreccia sulla Ville Lumiere il plotone del Tour de France 2017, lo fa nel solito e affascinate rituale finale che accompagna la corsa più antica al mondo verso l’abbraccio di Parigi dopo una passerella che regala spettacolo per noi che la guardiamo ed ossigeno agli eroi che la fanno vivere.

Non era mai accaduto che Chris Froome vincesse la Grande Boucle senza successi di tappa e senza prima aggiudicarsi il Giro del Delfinato. Al quarto successo del Tour, 3 di fila più l’edizione del 2013, il Britannico per 15 giorni in maglia gialla risulta essere più ridimensionato ma allo stesso tempo vincente, due modi di vincere rispetto ai domini di tappa passati, due modi di rendere onore alla strategia di Squadra da maiuscola di rigore probabilmente preceduta all’AG2R di Romanin Bardet, secondo sul podio finale, orgoglio francese con 2’20” di ritardo, 2’36 accumulato a cronometro fra Düsseldorf e Marsiglia, in segno di un ciclismo in evoluzione dove le prove contro il tempo fanno sempre più la differenza contro le azioni dei diffidenti, testa bassa e menare si dice in gergo. Un po’ come Rigoberto Uran, terzo a Parigi, che sorprende alla nona tappa andando a vincere dopo essere rimasto nel finale con un unico rapporto anteriore a disposizione, un lunghissimo 53 a discapito di un 39 troppo agile per un eroe popolare come Ciccio che proprio nel giorno del Mont Du Chat ha staccato un piantato Quintana e un dignitoso guerriero come Alberto Contador. In quella nona tappa ci è rimasto fregato per un soffio il buon Warren Barguil oggi maglia a pois e dorsale di supercomattivo, primo francese a vincere sull’Izoard che dopo questo Tour non sarà più di certo una promessa da maturare ma piuttosto una promessa da mantenere. Intanto si gode il podio delle maglie insieme all’australiano Matthews, maglia verde, e all’inglesino Simon Yates, maglia bianca.

Sfreccia sulla Ville Lumière il plotone del Tour de France 2017 e lo fa dopo che Gautier ha chiesto la mano alla sua bella mentre l’acrobatica francese tinge il cielo di blu, bianco e rosso in attesa di una maglia gialla italiana, quella di un sempre più in crescita Fabio Aru, quinto. Groenewegen si aggiudica l’ultima tappa sacrale, di Bennati l’ultimo successo italiano sui Campi Elisi (2005), Chris viene incoronato dagli occhi stupiti del figlio, papà ha vinto ancora una volta. Anche questo oggi è il ciclismo, lo sport più bello del mondo in una città che tanto ha avuto bisogno del mondo.

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