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Da inizio anno già 8 morti e 6.300 infortuni sul lavoro in provincia di Bergamo

L'allarme della Cisl di Bergamo dopo la pubblicazione dei dati Inail: "L'invito è quello di non lasciare mai nulla di intentato per affermare la prevenzione quale obiettivo primario in ogni luogo di lavoro".

L’infortunio mortale di Carvico ancora non è conteggiato nelle tabelle pubblicate dall’Inail in merito agli infortuni occorsi in Lombardia sino a tutto maggio 2017. Eppure, le stesse tabelle già segnalavano un inasprimento delle denunce a Bergamo nel corso dell’ultimo anno, nonostante per alcuni periodi si fossero mostrati alcuni segnali positivi che lasciavano sperare in orizzonti migliori.

“Invece – sottolinea Giacomo Meloni, segretario Cisl di Bergamo – si riscopre la tendenza negativa all’aumento delle denunce di infortunio, rapportate allo stesso periodo del 2016 e fatto ancor più grave l’aumento degli infortuni mortali (4 nel primo semestre 2016, 7 nello stesso periodo di quest’anno). La tendenza ora quindi si conferma purtroppo in peggioramento. L’invito è quello di non lasciare mai nulla di intentato per affermare la prevenzione quale obiettivo primario in ogni luogo di lavoro, per contrastare la piaga degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche”.

Per la Cisl, dunque, è necessario rafforzare un lavoro congiunto fra le parti per affermare la cultura della sicurezza, da parte di tutti e in ogni luogo di lavoro, “perché purtroppo nessuno può considerarsi a prescindere potenzialmente immune da infortunio, lo dicono i dati Inail, lo mostrano ancora con maggior drammaticità le testimonianze dell’Anmil”.

Le tabelle Inail evidenziano, per Bergamo, l’innalzamento anche delle denunce di infortunio, che sono passate da gennaio a maggio del 2016 allo spesso periodo del 2017 da 6024 a 6372. Nel solo mese di maggio, il dato è passato dai 1301 dello scorso anno ai 1384 di quello in corso.

Entrando nel dettaglio dei dati regionali, si legge che in Lombardia le denunce per infortuni sono passate in un anno da 50.000 a oltre 52.000; il terziario è il settore che paga il pegno maggiore (11.889 denunce) seguito dall’industria (10.932) artigianato (3.466) e agricoltura (1.144). Il numero dei maschi infortunati è di 32.499, mentre quello delle donne 19.514. A Milano il maggior numero di denunce (17.585), poi Brescia (6.779) e quindi Bergamo.

Cresce, infine, anche il dato degli infortuni in itinere, passati in Regione da 7.342 a 8.213 e che vede coinvolte un numero sempre maggiore di donne.

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