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Fattura per il ‘deposito salma’ dell’attentatore di Berlino, il sindaco: “Non pagheremo”

Il corpo del killer di Berlino, rinnegato dalla sua famiglia, era rimasto in giacenza per oltre sei mesi. Il neo sindaco Di Stefano: "Non importa se c’è una legge nazionale, non pagherò mai quei 2.160,18 euro"

Nonostante siano passati sei mesi dall’attentato del 19 dicembre 2016 a Berlino, nel quale un autoarticolato di targa polacca ha investito la folla del mercatino di Natale nel quartiere berlinese di Breitscheidplatz, provocando 12 morti e 56 feriti, si torna a parlare dell’attentatore, Anis Amri, il giovane tunisino autore della strage.

Dopo essere stato ucciso la notte del 22 dicembre a Sesto San Giovanni da due poliziotti, la salma del killer è stata portata all’obitorio comunale dove è rimasta dal 23 dicembre fino al 29 giugno, senza essere mai stata richiesta, neanche dalla famiglia.

“Io l’ho rinnegato e così tutta la famiglia” ha affermato la madre, nonostante creda che quello che ha commesso Anis non sia stato un gesto volontario.

Il cadavere del terrorista è stato portato dall’Italia in Tunisia, ma ha comunque lasciato un ultimo segno per il comune milanese: il conto dell’obitorio comunale. Saputa la notizia, il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto di Stefano ha commentato: “Siamo alla follia. I miei uffici mi hanno appena mostrato la fattura del Comune di Milano, pari a un importo di 2.160,18 euro, con la quale viene chiesto all’amministrazione comunale di Sesto San Giovanni di pagare le spese di ‘deposito salma’ del terrorista Anis Amri, autore della strage di Berlino”.

Secondo la legge nazionale le spese dell’obitorio di una salma non reclamata sono a carico del Comune in cui la stessa è morta. “Qui però stiamo parlando – aggiunge il sindaco di Sesto – di un mostro che non merita alcuna pietà. Per questo ho già provveduto a scrivere al presidente del consiglio Paolo Gentiloni, al ministro degli Esteri Angelino Alfano e al sindaco di Milano Giuseppe Sala, per comunicare loro che Sesto San Giovanni non pagherà mai nulla, nel rispetto di Fabrizia Di Lorenzo, vittima italiana di quella strage, e di tutte le altre persone morte in attentati terroristici di matrice islamista, oltre che in segno di attenzione delle forze dell’ordine. Se proprio ci tengono provvedano loro”.

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