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Bossetti, l’ultima speranza è la Cassazione: ecco cosa potrebbe succedere

I suoi legali avranno la possibilità di proporre solo questioni di legittimità, denunciando eventuali violazioni delle norme sulla giurisdizione

Mentre in carcere si dispera e pensa di scrivere un libro (LEGGI QUI), Massimo Bossetti prepara con i suoi avvocati il ricorso in Cassazione, l’ultima speranza per evitare che il verdetto dell’ergastolo diventi definitivo.

Esauriti i giudizi di merito nei processi di primo e secondo grado a Bergamo e a Brescia, i legali del muratore di Mapello, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, nel procedimento davanti alla Suprema Corte di Roma presieduta dal giudice Giovanni Canzio (che prenderà il via non prima dell’estate 2018) avranno la possibilità di proporre solo questioni di legittimità, denunciando eventuali violazioni delle norme sulla giurisdizione. Non potranno quindi entrare nel merito delle questioni trattate nei precedenti gradi di giudizio, ma solo sperare che vengano riscontrati errori procedurali.

La Corte di cassazione infatti assicura l’uniforme applicazione e interpretazione delle norme giuridiche ed è il tribunale di ultima istanza nel sistema giurisdizionale ordinario (penale e civile) italiano.

Considerato quanto emerso finora nel percorso giudiziario, in attesa delle motivazioni della sentenza di secondo grado (previste entro 90 giorni dalla lettura del dispositivo), Salvagni e Camporini potranno giocarsi tre carte:

  • Provare la mancata assunzione di una prova decisiva a favore di Bossetti, in relazione alla richiesta di effettuare una nuova perizia sul Dna, con la sentenza di ergastolo che potrebbe così essere censurata
  • Se i difensori avessero ravvisato nullità o inutilizzabilità di singoli atti, potrebbero farne oggetto di specifico motivo di ricorso per inosservanza delle norme processuali.
  • Nel caso la sentenza fosse motivata con evidenti illogicità o contraddittorietà del ragionamento prospettato dalla Corte per ricostruire i fatti e arrivare all’affermazione di colpevolezza di Bossetti, la difesa potrà censurare la sentenza stessa. Un’ipotesi piuttosto remota, considerando la competenza del giudice di Brescia Enrico Fischetti.

Il sogno di Bossetti e dei suoi difensori è quello di arrivare alla cancellazione della sentenza all’ergastolo da parte della Corte romana o, almeno, a una sentenza di annullamento con rinvio, cioè un processo d’appello-bis, che si svolgerebbe di nuovo a Brescia ma con un giudice diverso da Fischetti, che lo ha già giudicato.

La terza opzione è quella di un rigetto del ricorso, vale a dire la conferma dell’ergastolo.

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