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Conferma ergastolo per Bossetti, sms della mamma di Yara al proprio avvocato: “Grazie”

La composta reazione della madre della tredicenne di Brembate sopra dopo la lunga giornata di camera di consiglio che ha confermato il carcere a vita

“Grazie”, è il testo del messaggio che Maura Panarese, mamma di Yara Gambirasio, ha inviato al proprio avvocato Enrico Pelillo subito dopo aver saputo della conferma della condanna all’ergastolo per Massimo Bossetti.

Un sms breve ma intenso, nello stile dei Gambirasio, che come ha spiegato Pelillo “ha un valore profondo e racchiude un sacco di cose”.

“Giustizia per Yara? – ha proseguito Pelillo – Non saprei, la cosa certa è che purtroppo lei adesso non c’è più e niente potrà colmare il dolore di genitori e fratelli”.

Il verdetto della Corte d’Appello di Brescia, presieduta da Enrico Fischetti, è arrivato mezzora dopo mezzanotte, al termine di una camera di consiglio durata 15 ore. I due giudici togati e gli otto popolari non hanno modificato quanto stabilito un anno fa in primo grado dalla corte d’Assise di Bergamo, guidata da Antonella Bertoja.

“Yara Gambirasio è stata seviziata e uccisa da Massimo Bossetti”: questo il motivo per cui è stato condannato. Secondo la giustizia, come ricostruito dall’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Letizia Ruggeri, è stato quindi Bossetti a rapire la tredicenne la sera del 26 novembre 2010, dopo averla fatta salire a bordo del suo furgone da lavoro. Lì, forse per un’avance respinta, si sarebbe scatenata la sua follia omicida, poi consumata con piccoli tagli in un campo di Chignolo d’Isola, dove Yara morì abbandonata dopo lunghe ore di atroci sofferenze. Il suo cadavere venne rinvenuto solo tre mesi più tardi, ormai mummificato.

A nulla è dunque servito l’ultimo accorato appello del carpentiere, pronunciato in mattinata prima della camera di consiglio: “Signori giudici, mi appello alla vostra coscienza e vi chiedo di avere coraggio nel cercare quel mostro che ha ammazzato la povera Yara”, aveva detto tra le altre cose.

Non è stato invece considerato il  capitolo della calunnia, con l’imputato che aveva indicato un collega, Massimo Maggioni, come possibile autore del delitto.

Alla lettura del verdetto Bossetti è scoppiato in lacrime, così come poco dopo anche la moglie Marita Comi, la mamma Ester Arzuffi e la sorella gemella Laura.

“E’ una sentenza ingiusta – ha attaccato Claudio Salvagni, uno dei suoi legali – il mio assistito non ha avuto la possibilità di difendersi, con una perizia del Dna che lo avrebbe scagionato. Per questo proseguiremo anche in Cassazione”.

Commenti

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  1. Scritto da Leo1955

    Auguro, di cuore, a Bossetti di essere colpevole.