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Cisl, in un anno oltre 500 persone allo Sportello Lavoro: “Nessuno va lasciato solo”

Da gennaio a giugno, più di 150 lavoratrici familiari hanno avuto la possibilità di colloqui e collaborazioni, mentre una ventina di contratti stabili sono stati conclusi grazie alle informazioni reperite allo sportello Lavoro.

La CISL di Bergamo ha presentato i dati del primo anno di attività dello Sportello Orientamento Lavoro e utilizza l’occasione per allargare anche il proprio orizzonte: da qualche anno, complice la grande crisi economica che ha colpito duro anche a queste latitudini, si sta riscontrando un disagio sempre maggiore, che ha lasciato sul campo la vite di molti uomini e donne: disoccupati, esodati, cassintegrati e inoccupati che vanno a costituire un esercito di persone che sviluppa patologie ansiose e depressive, che si manifestano con calo dell’autostima, difficoltà a percepire competenze personali, perdita del ruolo lavorativo e sociale…

La situazione è resa particolarmente grave dalla difficoltà a reintegrarsi nel mondo del lavoro, soprattutto per gli over 46 e per le donne, oltre alla grande difficoltà a ottenere un primo lavoro per i più giovani.

È nata quindi l’esigenza, condivisa da CISL e “Un porto per noi” di rispondere in modo mirato e specifico a questa emergenza attraverso un progetto che lavori a 360 gradi per rispondere sia all’esigenza clinica di ridurre la patologia ansiosa-depressiva, sia alla riattivazione della persone in termini di autostima, efficienza e efficacia percepita e quindi giocata in azioni specifiche di reinserimento nel mondo del lavoro.

Sportello Orientamento Lavoro della CISL e “Un porto per noi” hanno così deciso di collaborare in “SOS lavoratori”, al fine di attuare servizi e politiche e creare welfare attivo nei confronti delle persone che si rivolgeranno allo sportello e grazie a questo si attiveranno le forme di relazione con l’associazione.

D’altronde, lo Sportello della CISL di Bergamo nel suo primo anno di attività ha dimostrato di essere punto di riferimento e di attenzione per una vasta platea di persone.

In più di 500 utenti si sono rivolti per essere aiutati a redigere il proprio curriculum: italiani e stranieri, uomini e donne, licenziati e in cerca di prima occupazione, inoltre, SOL da qualche tempo cerca di agevolare l’incontro tra famiglie e collaboratrici e badanti: da gennaio a giugno, più di 150 lavoratrici familiari hanno avuto la possibilità di colloqui e collaborazioni, mentre una ventina di contratti stabili sono stati conclusi grazie alle informazioni reperite allo sportello Lavoro, tra la sede di Bergamo e quelle periferiche di Grumello, Treviglio e, ultima nata, Lovere.

“La nostra scelta con l’avviamento dello Sportello – ha detto Giacomo Meloni, segretario CISL Bergamo – è quella di non lasciare solo nessuno, aiutare e orientare nella ricerca del lavoro. È un investimento importante che la CISL fa nei confronti delle persone che sono in cerca del lavoro o che lo hanno perso.

D’altronde, anche se Bergamo può vantare una disoccupazione più bassa di quella tedesca (5.3 contro il 5.9), il nostro territorio vanta ancora parecchie zone d’ombra, ombre che sul dato occupazionale riguardano i giovani (25% la disoccupazione tra i 15e i 24 anni , 14,5 tra i 18e i 29 anni), l’occupazione femminile, e la qualità del lavoro, con dati che segnalano l’aumento del tempo determinato, del lavoro “incerto o precario” e del lavoro nero e irregolare”.

“Bergamo è al primo posto tra i territori che meglio hanno reagito alla crisi. Non dobbiamo accontentarci, ma agganciare lo sviluppo, mentre dobbiamo essere consapevoli che molto territori decentrati necessitano di attenzione. I posti di lavoro non si creano con le leggi né con la buona volontà. Serve invece lo sviluppo, e da questo punto di vista con un’azione sinergica si può fare più di quanto si stia facendo ora….”.

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