BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Cene, scritte razziste contro i profughi ospitati nella casa della Curia foto

Si torna a respirare aria di tensione nei pressi della ex colonia della diocesi che dall'ottobre scorso ospita 59 richiedenti asilo

Si torna a respirare aria di tensione a Cene, sul monte Bue, a pochi metri dalla casa della Curia (una ex colonia ancora di proprietà della diocesi) dove dalla fine di ottobre del 2016 sono ospitati 59 richiedenti asilo: su un muro della strada sono comparse delle scritte di chiaro stampo razzista, alcune anche contro lo Ius soli.

Ce lo segnala un lettore, residente a Cene a poche centinaia di metri dall’alloggio in questione: “La situazione (anche per me che a un centinaio di metri da loro ci vivo) era effettivamente sembrata, almeno all’inizio, quantomeno a rischio: chi sono? Cosa faranno? Ci saranno problemi? I dubbi – ci scrive il lettore -, visto soprattutto il luogo isolato, c’erano e credo fossero anche giustificati. Poi è successa una cosa incredibile: non è successo niente. Fanno avanti e indietro a piedi, vanno in paese, vanno a Bergamo, scendono e salgono le curve del monte Bue in una lenta processione che non ha mai creato problemi, vivono come meglio riescono senza infastidire i vicini e dimostrandosi, anzi, piuttosto socievoli nelle occasioni in cui ho interagito con loro”.

Nel messaggio inviatoci dal lettore di Cene la rabbia e l’indignazione per le scritte è tanta, ed è facile coglierla: “Qui non si tratta di Ius soli sì o Ius soli no – scrive -, non si tratta di idee sull’immigrazione, di un pensiero politico condivisibile o meno. Qui si tratta di un atto grave, un atto fascista, un atto intimidatorio che rimanda a fatti di inizio secolo terribili e schifosi”.

A Cene, va detto, il clima non è mai stato sereno e tranquillo fino in fondo, soprattutto da quando nell’ottobre di un anno fa la Prefettura scelse l’ex colonia della diocesi per sistemare i 59 richiedenti asilo. Allora il sindaco Giorgio Valoti andò su tutte le furie, denunciando ai propri cittadini attraverso i pannelli luminosi del Comune l’arrivo “improvviso e senza informazione” dei migranti (leggi QUI).

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.