"Trieste fiore d'Europa": pensieri di un giovane viaggiatore - BergamoNews
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“Trieste fiore d’Europa”: pensieri di un giovane viaggiatore

I pensieri del nostro Luca Andreini, classe '97, dopo la sua visita a Trieste

Ci sono tempi che le città attraversano e che si fanno attraversare, tempi più o meno rosei o appassiti, che profumano.
Trieste è un fiore d’Europa e respiro quel tempo che anche Bergamo regala.
Capita spesso di frequentare il capoluogo Giuliano per lavoro o per amore, che poi sembrano essere parte della stessa questione, mentre mi è più che mai cosa nota che i periodi di fioritura non sono direttamente proporzionali ai periodi di frequentazione e ai tassi turistici, d’altronde non è mai cosa buona ciò che viene con facilità.

A Trieste oggi si respira aria nuova, un orgoglio concreto; i mezzi pubblici circolano con regolarità, “Scopri Opicina una sera d’Estate” e quella notte dei saldi che fa del mero commercio una cultura da valorizzare al chiarore di luna, la sistemazione del mercato ortofrutticolo, riaperti parcheggi fantasma dopo 25 anni di polvere, un nuovo piano strategico per Porto Vecchio, un modello per l’Europa quello della nuova riforma degli artisti di strada che regolamenta il giro delle performance cittadine.

Nell’andar per mare, come è per la maggior parte delle città di porto, si celano le paure degli abitanti dell’Alabarda, lanterna vecchia ma nuova. Provvedimenti semplici concretizzati tra la gente, così come deve fare un amministrazione locale, così come si dovrebbe fare per educare al comune, a quello splendido figlio della politica di noi tutti.
Parlo con i triestini, tra una pescata e una pescheria dove il potenziale locale è vasto a tal punto che resta ancora da valorizzare fino infondo ma che si trova in campo giusto, quello rigoglioso in attesa della raccolta, perché no, da parte di una bambina in segno di una città che fa del suo passato la consapevolezza per il suo presente costruendosi il suo futuro.

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