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Pontida, Monte Canto: strada abusiva nel bosco, intervengono i carabinieri foto

Sul posto, intento nei lavori di realizzazione della strada, a bordo di un mezzo d’opera provvisto di pala apripista, L.P., originario di Bergamo, sprovvisto di qualsiasi autorizzazione

I Carabinieri Forestali del Comando Stazione di Almenno San Salvatore sono intervenuti per la verifica di una segnalazione relativa all’apertura abusiva di viabilità in area boscata nel Comune di Pontida, località “S. Bartolomeo”- Monte Canto.

La zona boscata del Monte Canto, particolarmente pregiata sotto l’aspetto naturalistico e ambientale, è sottoposta a vincolo idrogeologico (R.D. 30/12/1923) , vincolo paesaggistico ed è un’area di “rilevanza ambientale” all’interno della Rete Ecologica Regionale.

Sul posto, intento nei lavori di realizzazione della strada, a bordo di un mezzo d’opera provvisto di pala apripista, L.P., originario di Bergamo, sprovvisto di qualsiasi autorizzazione. Sono stati rinvenuti lungo la strada e sequestrati altri due mezzi d’opera.

I lavori, realizzati in totale assenza di titoli autorizzativi, in area boscata inserita nella IV zona delle aree sottoposte a vincolo idrogeologico del Comune di Pontida (BG), hanno interessato circa 1 Km di percorso, con movimentazione di quasi 1500 metri cubi di terreno, interruzione del naturale pendio e delle scarpate oltre che distruzione di una notevole quantità di vegetazione arborea ed arbustiva, fatti che possono portare a dissesto idrogeologico.

Sono in corso accertamenti tecnici in collaborazione con l’Ufficio Tecnico Comunale di Pontida e la Comunità Montana Lario Orientale – Valle San Martino con sede a Galbiate (LC), per l’esecuzione di rilievi al fine di stabilire le sanzioni amministrative che potrebbero superare anche i 40.000 euro.

In ogni caso il materiale esecutore, già noto ai Carabinieri Forestali di Almenno e più volte sanzionato per altre fattispecie sempre in materia forestale, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per abuso edilizio in vincolo paesaggistico (DPR 380/2001 art. 44 c. 1 lett. C) e deturpamento bellezze naturali (art. 734 del Codice Penale): rischia l’arresto fino a due anni e ammenda da 15.493 euro a 51.645 euro per il primo reato e un’ammenda da 1.032 euro a 6.197 euro per il secondo reato.

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