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Albori Music Festival: musica indipendente sulle sponde del lago d’Iseo

Giulia Personeni, classe '94, ha seguito per BGY l'Albori Music Festival: festival di musica indipendente, a cui hanno aderito diversi artisti del panorama italiano

Sono sempre stata consapevole di vivere un posto ameno. Paratico, dove vivo da quando sono nata, è un piccolo paesino che si affaccia sul lago d’Iseo, una pozza d’acqua poco conosciuta fino allo scorso anno, quando il grande artista Christo lo ha trasformato nello scenario della sua ultima opera “The Floating Piers”.

Tuttavia, a parte questo straordinario evento, sia Paratico che il basso Sebino in generale sono sempre stati abbastanza carenti di eventi e iniziative interessanti (almeno dal mio punto di vista).
Poi, quest’anno, qualcuno lo ha scelto per fare da sfondo ad un festival di musica indipendente, a cui hanno aderito partecipandovi diversi artisti del panorama italiano, l’Albori Music Festival. Premetto che non sono né un’esperta né una estimatrice del genere, quindi non ne conoscevo praticamente nessuno.

albori music festival

Nonostante questo il festival si sarebbe svolto proprio a due passi da casa, quindi mi sembrava un peccato perdere l’opportunità di conoscere qualcosa anche se non esattamente nelle mie corde.
Quindi, nel mio caso, è stata l’occasione più per conoscere qualcosa di nuovo che per andare ad ascoltare, magari, il mio gruppo preferito. Così, leggendo il programma delle giornate e andando a sentire qua e là dei pezzi, ho scoperto ad esempio Le luci della centrale elettrica, di cui prima avevo solo sentito parlare (e devo ammettere che non vedevo l’ora di andare a sentirli). La sera del secondo giorno, lì, tra la folla, nell’ascoltarli mi sono emozionata e li ho forse compresi un po’ di più, mi sono sentita partecipe e più vicina a quei testi che prima percepivo così impegnativi e distanti da me.

Questi tre giorni di musica hanno attirato tanta gente diversa. Tra le bancarelle e i numerosi food truck allestiti non ho potuto fare a meno di notare la varietà di persone con assolutamente nulla (apparentemente) in comune, ma che sotto il palco era tutta uniforme, con la stessa voglia di divertirsi, di cantare, di ballare. E, secondo me, questa è stata la cosa più bella.

Spero che questa iniziativa non sia stata una cosa a sé. Sarebbe magnifico se diventasse un appuntamento fisso che ogni estate regali, in questa bella cornice un po’ dimenticata, la possibilità di ascoltare della bella musica e di scoprire che ci sono tante realtà diverse dalla nostra.

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