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Un bergamasco su due bocciato in tintarella: “Ecco gli errori da non fare”

State ore al sole utilizzando acceleranti al posto delle protezioni, non curandovi nemmeno di bere abbastanza acqua per idratare la pelle dall’interno? Gli esperti: cosi rischiate solo di danneggiare la pelle

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Benché siamo già a luglio, il clima altalenante e i week end mordi e fuggi lasciano nei bergamaschi una certa insoddisfazione per quanto riguarda la tanto attesa tintarella. Al punto che, ben uno su 2 (52%) adotta comportamenti al limite pur di acquistarla in fretta ed evitare di andare in vacanza “pallidino”. In cima alla lista nera degli errori c’è la convinzione che “più tempo sto sotto il sole prima mi abbronzo” (49%) e l’utilizzo di creme abbronzati al posto di quelle protettive (45%). E i risultati sono purtroppo visibili e inversi a quelli tanto sperati: scottature solari (66%), esfoliazione della pelle (58%), prurito (44%) e colpi di calore (37%) sono le conseguenze di questo approccio sbagliato alla tintarella. Gli esperti avvisano: nel lungo termine è più alto il rischio diinvecchiamento cutaneo (34%) e danni irreparabili alle pelle e non solo (22%). Tra i rimedi consigliati, oltre al buonsenso, anche accorgimenti semplici ma sottovalutati come l’idratazione In & Out della pelle per prepararla all’esposizione solare.

E’ quanto emerge da uno studio di In a Bottle (www.inabottle.it) condotto su circa 120 bergamaschi attraverso metodologia WOA (Web Opinion Analysis) e su 20 esperti tra medici e dermatologi per capire quali sono i rischi derivanti da una scorretta esposizione al sole e i rimedi per prevenirli.

L’estate vera sta per iniziare ma come si comportano i bergamaschi al primo approccio al sole estivo? Molti si vedono ancora “pallidini” e il 52% di loro pur di arrivare abbronzati alle ferie è disposto a tutto.  Da qui, per trovare subito colore considerato che si è ormai a luglio, il 45% di loro utilizza creme abbronzanti al posto di quelle protettive. A questo si accompagna la scarsa conoscenza degli effetti dei raggi ultravioletti (29%) e la falsa convinzione che “più tempo sto sotto il sole prima mi abbronzo” (49%).

Quali sono le parti del corpo più a rischio? Gli esperti avvisano: a rischio naso e fronte (59%), spalle (43%), soprattutto per quanto riguarda scapole, nuca e dorsali superiori. Poi abbiamo il decollete per le donne (39%) e più in generale la parte superiore dell’addome per gli uomini; infine le gambe (12%), specie per la parte dell’interno coscia e del dorso superiore del piede.

 Tra le conseguenze immediate di questo scorretto modo di approcciare la tintarella, le principali secondo gli esperti sono l’esfoliazione della pelle (58%) e, ovviamente, prurito intenso (44%) che specie durante la notte impediscono di riposare con serenità. Altri effetti poco graditi sono i colpi di calore (37%) e reazioni allergiche (14%). Ma per gli esperti ci sono rischi che nel lungo tempo possono rappresentare molto più che semplici inconvenienti come l’invecchiamento cutaneo (34%) ed danni irreparabili alla pelle e non solo (22%).

 Quali sono dunque i rimedi per affrontare in sicurezza la prima esposizione al sole? Il principale accorgimento è quello di idratare abbondantemente la pelle (33%), specie nella modalità In&Out, vale a dire in superficie con creme o altri prodotti protettivicommisurati al tipo di persona e, dall’interno, bevendo da 1,5 a 2 litri di acqua. Afferma la dottoressa Magda Belmontesidermatologa a Milano: “Tanto più se ci esponiamo per la prima volta al sole è importante idratare la pelle con creme lenitive,decongestionanti  che abbiano anche un’azione ricostituente. Ma è molto importante anche l’idratazione interna che avviene principalmente attraverso l’acqua. I sali minerali, infatti, sono idratantiantiossidanti e aiutano a livello di metabolismo l’energia cellulareSodiomagnesio e potassio sono tra le fonti principali di energia per la pelle ma anche per tutto il nostro corpo. Reintegrarli è fondamentale tanto più se pensiamo che, già senza le condizioni limite dell’estate, perdiamo 600 cc di acqua ogni giorno”.

Un altro rimedio è quello di utilizzare creme protettive adeguate almeno 30 minuti prima di esporsi al sole (31%). Molto importanti poi è evitare un’esposizione prolungata (23%) e nelle ore centrali della giornata (tra le 12 e le 15) quando i raggi del sole sono più intensi.

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