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Il piccolo Charlie, si riapre il caso: lettera all’Alta Corte per tentare la cura

Alla luce della lettera inviata dall'ospedale italiano Bambin Gesù, che attraverso un protocollo particolare di cure, ipotizza un dieci per cento di possibilità di guarire il piccolo Charlie Gard, il Great Ormond Street Hospital di Londra si è rivolto all'Alta Corte per una nuova udienza.

Proprio alla luce della lettera inviata dall’ospedale italiano Bambin Gesù, che attraverso un protocollo particolare di cure, ipotizza un dieci per cento di possibilità di guarire il piccolo Charlie Gard, il Great Ormond Street Hospital di Londra si è rivolto all’Alta Corte per una nuova udienza sul caso del piccolo malato e sofferente, idealmente adottato da tutto il mondo ormai.

L’udienza dell’Alta corte è fissata per lunedì prossimo.

Il Great Ormond mantiene la sua scettica posizione, ma intanto per Charlie si apre uno spiraglio, dopo che la mamma Connie Yates, aveva informato l’associazione Mitocon che stavano “per staccargli la spina, oggi, forse domani”. L’associazione delle famiglie e dei pazienti mitocondriali italiana aveva quindi lanciato l’appello alle autorità britanniche a fermare la procedura, perché il protocollo per il trattamento sperimentale a cui sottoporre il bambino era ormai pronto.

E in effetti venerdì, in una nuova giornata di questa corsa straordinaria contro il tempo, il Great Ormond Street Hospital ha ricevuto dall’Ospedale Bambino Gesù la comunicazione: “Ci sono evidenze” in laboratorio che il protocollo può funzionare. Con annessa richiesta ufficiale ai medici inglesi di poterla somministrare al bambino. Il testo del documento, su carta intestata dell’ospedale romano, dove sono state omesse le firme dei medici, è stato postato dalla zia di Charlie sul profilo Facebook di sostegno Charlie’s Army”.

 

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