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Sì al “test del capello”: risposta affermativa alla proposta del consigliere Magoni

L'opinione di Marco Cangelli, classe '97, riguardo la proposta del consigliere della Lista Maroni Lara Magoni di procedere con l'uso del "test del capello" nelle scuole per prevenire l'uso di stupefacenti.

Nella seduta del consiglio regionale della Lombardia di martedì 4 luglio 2017, il consigliere della Lista Maroni Lara Magoni ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale alla Welfare Giulio Gallera per l’applicazione di un provvedimento sulla prevenzione all’uso di stupefacenti all’interno delle scuole tramite l’uso del “test del capello” (leggi qui)

Il famigerato test consisterebbe nel prelievo di 100 mg di cuoio capelluto dalla radice (o di peli pubici o ascellari in mancanza della quantità di capelli necessaria) dagli studenti delle scuole lombarde e nel far analizzare il campione da laboratori specifici alla ricerca di tracce di stupefacenti quali cannabinoidi (marijuana, eroina, morfina), amfetamine, ectasy che potrebbero esser state assunte dai giovani. Il provvedimento andrebbe a rafforzare i controlli a tappetto fino ad ora applicati nelle scuole lombarde, efficaci ma non quanto il test poiché rintracciabili solo se in possesso nel momento del controllo. Ciò non permette di rintracciare l’uso degli stupefacenti fuori dagli istituti scolastici e questo è un grave handicap per chi lotta con l’espansione della droga nei giovani.

La proposta del consigliere Magoni fa certamente discutere, in particolare fra gli studenti, poiché potrebbe ledere l’esistenza di chi venisse trovato positivo, in quanto la notizia potrebbe divenire dominio pubblico e rischierebbe di segnare la reputazione del ragazzo per sempre. Questa polemica può esser sedata in tutta tranquillità nel momento in cui le forze competenti decidessero di aiutare l’interessato nel suo percorso di allontanamento dalla droga con tutte le protezioni necessarie per la salvaguardia della propria privacy. Evitando azioni eclatanti come quella di Lavagna del febbraio scorso e applicando un percorso di rieducazione in luoghi protetti e con persone comprensive, il test del capello potrebbe aiutare moltissimi ragazzi ad allontanarsi dal tunnel della droga ed evitare che molti altri si avvicinino. Unico vero problema che potrebbe allontanare l’applicazione del progetto sarebbe il costo del test e dei percorsi rieducativi. Considerando che mediamente i costi del test del capello vanno dai 160 ai 300 € a persona, il rischio che il progetto naufraghi prima che esca dalle porte del Pirellone è elevato, ma se la Regione Lombardia deciderà di investire sulla salvaguardia della salute dei propri giovani, sarà un trionfo.

Il test del capello non sarà certo la soluzione ad ogni problema legato all’espansione della droga fra i giovani, ma se il progetto proposto dal consigliere Magoni verrà accolto, con ogni probabilità numerose vite saranno salvate con altrettante che non rischieranno mai di incontrare la droga. Tutto ciò grazie ad una semplice ciocca di capelli.

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