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Gli chef che fatturano di più? Altro che Cracco e Cannavacciuolo: sono i Cerea

Medaglia d’oro tra gli stellati italiani, con oltre 15 milioni di fatturato, per l’azienda "Da Vittorio Srl", da cui prende il nome il ristorante di Brusaporto

A Bergamo sono un’istituzione, quasi un marchio per l’intera città. Artisti, inventori, visionari, ma soprattutto imprenditori. Sono i Cerea, i proprietari del marchio “Da Vittorio Srl” che, come annunciato da Business Insider Italia, hanno il fatturato più alto tra gli chef italiani.

Altro che Carlo Cracco, Antonino Cannavacciulo, Massimo Bottura, diventati famosissimi grazie alle apparizioni (sempre più frequenti) fatte in tv, tra programmi di cucina e salotti.

I veri imprenditori delle cucine italiane sono i Cerea. Che non hanno solo un ristorante, ovviamente: il gruppo gestisce anche il relais “La Dimora”, la pasticceria “Cavour” e l’azienda di catering “Vi.co.ok”, che svolge servizi in diversi Paesi sparsi per il mondo, tra cui New York, Parigi, Abu Dhabi e Hong Kong.

A scrivere i primi passi di quella che poi è diventata una tradizione bergamasca è stato il grande Vittorio Cerea, scomparso nel 2005. Oggi, ad occuparsi di “Da Vittorio”, sono la signora Bruna Cerea e i cinque figli. Enrico (Chicco) e Roberto (Bobo) sono entrambi chef, Francesco ha la responsabilità della cantina e della ristorazione esterna, Rossella è responsabile dell’ospitalità nel ristorante e nella dimora mentre Barbara dirige “Cavour 1880”, il caffè pasticceria di Bergamo Alta.

La “Da Vittorio Srl” della famiglia Cerea nel 2016 ha fatturato oltre 15 milioni di euro: nessuno è riuscito non solo a fare meglio, ma nemmeno ad avvicinarsi ai bergamaschi.

Cerea

(Roberto ed Enrico Cerea, meglio conosciuti come Bobo e Chicco)

Al secondo posto della speciale classifica di Business Insider Italia, con 11 milioni di fatturato, c’è la famiglia Alajmo dei fratelli Raffaele e Massimiliano, che insieme gestiscono dieci locali (tra cui il ristorante “Le Calandre” in provincia di Padova, il “Quadri” a Venezia e il “Caffè Stern” a Parigi).

Cracco, lo chef più telegenico di sempre, è terzo. Fattura 7,5 milioni l’anno grazie alle tre società che a lui fanno capo: la “Cracco Investimenti”, la “Hugo” e la “Carlo & Camilla”.

Cannavacciulo è “solo” sesto con 5,2 milioni di euro. Gestisce, tramite la società “Ca.pri”, “Villa Crespi” a Orta San Giulio, nel Novarese, ed è fondatore e proprietario della “Cannavacciuolo Consulting”, società di consulenza che ad oggi fattura 152 mila euro l’anno.

C’è poi Massimo Bottura de “L’Osteria Francescana” (3 stelle Michelin), uno degli chef italiani più premiati e mediatici, settimo con 4,9 milioni di euro.

Da segnalare nella classifica anche Enrico Bartolini, lo chef del ristorante del Mudec (il museo delle culture di Milano) e di altri tre locali, per un totale di 4 stelle Michelin, proprietario anche del “Casual” di Bergamo Alta (l’unico stellato della città).

 

Ecco un documentario di “Italia Squisita” nel quale la famiglia Cerea, al gran completo, si racconta:

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