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Bombardamento del 6 luglio: 73 anni dopo Dalmine piange i suoi morti foto

Alle 10.30, nella chiesa di San Giuseppe, è in programma la santa messa presieduta dal vescovo emerito di Fidenza mons. Carlo Mazza e concelebrata dai parroci di Dalmine. Dalle 21, in piazza Caduti, il tradizionale concerto del Corpo Musicale di Sforzatica

Sono trascorsi 73 anni ma la città di Dalmine non dimentica le 278 vittime di quel tragico bombardamento che distrusse lo stabilimento della Dalmine, al secolo Tenaris, azienda leader per la costruzione di tubi in tutto il mondo.

Il bombardamento del 1944

Un tragico avvenimento che colpì in maniera indelebile sia fisicamente che psicologicamente tuta la comunità di Dalmine, la cui storia è più antica rispetto alla nascita del Comune che venne costituito nel 1927 con l’aggregazione dei preesistenti Sabbio, Mariano e Sforzatica, oltre che dell’omonima borgata.

La tragedia si consumò il 6 luglio 1944, quando Il 99° Gruppo Bombardieri comandato dal colonnello Ford J. Lauer e il 463° Gruppo Bombardieri comandato dal Comandante Frank Kurtz vengono incaricati di eseguire “l’operazione 614” alle acciaierie della Dalmine: ventisette aerei sorvolarono prima gli altipiani veneti per poi dirigersi verso Sarnico, individuato come punto inziale dell’attacco.

Vennero scaricate tonnellate di bombe, ma la sirena d’allarme rimase muta. Si contarono 800 feriti, e le vittime furono 274, di cui 244 dipendenti, oltre a 13 di altre aziende e 13 civili su 4000 persone presenti sul luogo della disgrazia. Tutto ciò senza contare i danni causati all’azienda: circa 600 milioni.

In ricordo di quel tragico evento, giovedì 6 luglio, alle 10.30, nella chiesa di San Giuseppe, è in programma la santa messa in suffragio delle vittime presieduta dal vescovo emerito di Fidenza mons. Carlo Mazza e concelebrata dai parroci di Dalmine. Dalle 21, invece, in piazza Caduti, andrà in scena il tradizionale concerto del Corpo Musicale di Sforzatica.

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