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“Il mondo libera le piazze dalle auto, Alzano le rimette e rovina il centro storico” foto

Simonetta Fiaccadori, insegnante ed ex assessore alla cultura, oggi consigliera d'opposizione, è sconcertata da questo ritorno all'indietro, in controtendenza rispetto alle le città d'Europa che cercano di svuotare il centro dalle quattroruote.

Fa discutere il ritorno delle automobili nella piazza centrale di Alzano Lombardo. C’è chi plaude e chi critica sulla pagina Facebook Sei di alzano Lombardo se… Simonetta Fiaccadori, insegnante ed ex assessore alla cultura, oggi consigliera d’opposizione, è sconcertata da questo ritorno all’indietro, in controtendenza rispetto alle città d’Europa e del mondo che cercano di svuotare il centro dalle quattroruote.

Ecco il suo intervento

Abbiamo una piazza. La Basilica con le sue belle forme bianche si impone decisa sullo spazio intorno. Sui grigi, sui bruni, sui colori della gente che cammina. Custodisce un universo ligneo meraviglioso, un racconto intarsiato e scolpito con sapiente perfezione dai Fantoni.

Fare spazio intorno agli elementi simbolo della città è mettere i cittadini in una prospettiva di attenzione. Di rispetto. È richiamare. La piazza ci prepara alla bellezza dell’interno. Sacro e profano in dialogo. Un dialogo dai delicati equilibri. Costruito nel tempo. Oggi spezzato.

Un tempo… il paese era la piazza: mercato, incontro, preghiera, gioco… Poi la città è cresciuta intorno. Negli anni del boom il moltiplicarsi delle auto al ritmo del progresso. Fino all’austerity delle domeniche in bici. Insomma la nostra storia.

La ripresa più consapevole. La necessità dello sviluppo e la sempre maggior attenzione alla qualità della vita, ai bambini, alla salute, alla cultura, all’aria che respiriamo, all’ambiente. Di auto ne abbiamo sempre più bisogno nelle nostre giornate frenetiche, ma in tante città si è cominciato a parlare di isole pedonali, di mobilità intelligente, di nuove forme di uso degli spazi urbani.

Abbiamo capito che siamo seduti su un tesoro. Che si chiama arte, accoglienza, uso intelligente delle risorse. Anche la nostra piazza è una risorsa. Che qualcuno sta sprecando.

Siamo nuovamente in un tempo di scelte.

Il contesto è complesso. I centri storici decadono, il commercio di vicinato fatica. Ovunque si studiano strategie di rilancio sociale ed economico. Studi del traffico, ricerca di nuove tecnologie, proposte innovative per lo sviluppo delle reti commerciali, promozione del territorio, turismo, valorizzazione del patrimonio.  Ovunque tranne che ad Alzano!

In controtendenza mondiale qui si sperimenta il déjà vu! Il sindaco Bertocchi e la sua giunta intendono risollevare il centro storico non con strategie di sviluppo di lungo periodo per il commercio, non attirando turisti, non consentendo la circolazione in sicurezza sui marciapiedi che costeggiano le vetrine, non rendendo la zona bella da abitare, non incentivando il passeggio dagli ampi parcheggi che si trovano a non più di 300 metri dalla piazza…

Dopo aver soppresso la chiusura pedonale del sabato mattina, dopo aver disegnato parcheggi ai bordi del sagrato, la giunta Bertocchi introduce ora una nuova sfilata di auto a bordare quello che ormai si sta trasformando in uno spazio di scorrimento più che di incontro.

Un Non Luogo partorito dall’improvvisazione senza pensiero, dal semplice ‘vediamo come va’ senza prospettive.

Non è qui l’occasione per una critica approfondita della politica inefficace dell’amministrazione. Il prodotto della sperimentazione è prima di tutto brutto e in alcuni punti pericoloso. L’idea brillante, che non consentirà nessun rilancio di Alzano, è questa: dove le auto sostavano fastidiosamente in parcheggio selvaggio si è semplicemente provveduto a riquadrare l’asfalto, disegnando sotto di loro uno stallo. Cioè il fastidio rimane, ma nessuno se ne preoccupa più!

Fosse anche che di questa disastrata sperimentazione si avvantaggiano i negozianti più prossimi ai posteggi, cosa che nel tempo è tutta da verificare, abbiamo il compito di chiederci: è giusto, anche solo per il tempo della sperimentazione, dimenticarci dei disabili, delle mamme con passeggino, dei nonni a braccetto delle badanti, che faticano a camminare, tutti compressi tra gli edifici e le auto?

Questa scelta è un bene per la città? È il futuro che 13.000 cittadini si meritano? Vogliamo davvero camminare tra portiere che si aprono sui marciapiedi? Vogliamo sederci all’aperto per fare colazione fra motori che si spengono e riaccendono in continuazione? Vogliamo che questo parcheggio estemporaneo disegnato con spregio della bellezza e della storia diventi la cartolina di Alzano, allontanando i visitatori che invece desideriamo attirare in città?

Io no. Il Gruppo Consigliare di Alzano Viva no. La nostra associazione no. E faremo la nostra parte perché il sindaco Bertocchi si ravveda e questo scempio finisca.

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