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È a Bergamo il più grande campo scuola d’Italia degli Alpini fotogallery

Divertirsi imparando le regole. Alla scoperta del più grande campo scuola degli Alpini d’Italia. Il campo, che ha visto la luce nel 2011, è il più grande in Italia nel suo settore ed ospita nelle due settimane di apertura circa 300 ragazzi dalla terza elementare fino alla terza media divisi in tre turni.

“Quando il campo è nato sette anni fa, il corpo degli Alpini si stava distaccando dalla comunità e stava invecchiando. Per evitare che i giovani non conoscessero i nostri valori, abbiamo deciso di creare questa iniziativa”.

Queste sono le parole di Mauro Guazzato, coordinatore della Protezione Civile di Almenno San Bartolomeo, riguardo al Campo Scuola “Giovani Alpini” che si sta tenendo nel comune valdimagnino in località Campino, sulle sponde del fiume Brembo.

Il campo, che ha visto la luce nel 2011, è il più grande in Italia nel suo settore ed ospita nelle due settimane di apertura circa 300 ragazzi dalla terza elementare fino alla terza media divisi in tre turni.

“Ad aprire il campo sono i bambini di terza e quarta elementare che hanno trascorso qui due giorni, in seguito nella prima settimana sono stati presenti i ragazzi della quinta elementare, mentre per questa ultima settimana ci saranno i ragazzi di prima e seconda media – ci spiega Guazzato – I ragazzi di terza media, molti di loro già presenti negli scorsi anni, sono deputati al ruolo di allievi, ruolo che li occupa nelle mansioni domestiche da sbrigare nel campo, mentre i ragazzi di prima superiori sono investiti del grado di prefetti, posti ad aiutare i ragazzi più piccoli come accade in seminario, da qui il termine «prefetto»”.

Un campo, quello di Almenno, che, oltre ad avvicinare i ragazzi al corpo d’arma degli Alpini ed alla Protezione Civile, insegna loro regole e ha il fine di farli crescere: “I ragazzi vengono qui per conoscere delle regole e per diventare più responsabili. Lo si vede anche osservandoli nel rimprovero: nel caso in cui avvenga i ragazzi sono soddisfatti”.

Il Campo Scuola “Giovani Alpini” deve il suo successo anche grazie alla grande attenzione posta per la sicurezza, con la presenza di un Pronto Soccorso da campo della sezione di Bergamo degli Alpini, della Croce Azzurra di Almenno San Salvatore attiva 24 ore su 24 e di alcuni medici volontari della clinica “Humanitas Gavazzeni”: “La scorsa settimana abbiamo avuto una media di 40 interventi medici al giorno – ci confessa il responsabile della Protezione Civile di Almenno San Bartolomeo – nonostante ciò siamo riusciti a risolvere ogni problema. Il caldo di certo non ci ha aiutato, ma nemmeno il maltempo potrebbe non esserci di grande aiuto”.

Oltre a star in sicurezza, i ragazzi partecipanti al Campo Scuola “Giovani Alpini” hanno la possibilità di divertirsi, con una parete da arrampicata a loro disposizione, escursioni organizzate sul territorio e lungo il fiume Brembo, ma anche corsi tenuti da esperti del 118, dell’esercito su temi come la prevenzione dai pericoli del cyber bullismo, della droga e dell’alcolismo.
Grande il lavoro anche dei volontari che si occupano della protezione del campo e della cucina, come ci spiega uno di loro: “Il lavoro qui comincia presto, alle 6 del mattino, e si conclude verso le 10 di sera. Siamo circa in 6 in cucina nonostante ciò prepariamo ogni giorno circa 250 pasti ogni volta, con colazione, pranzo, merenda e cena offerta a tutti”.

Un campo ben organizzato quello di Almenno tanto da riuscir ad avere un istruttore d’eccezione quale Antonio Tomarelli, generale di riserva dell’esercito, al terzo anno di collaborazione: “Sono qui per trasmettere la passione ai ragazzi ed avvicinarli al gruppo alpini e protezione civile. Già alcuni ragazzi sono entrati a far parte di queste associazioni dopo aver fatto quest’esperienza, speriamo che altri seguano questa strada”.

Il campo scuola degli Alpini di Almenno San Bartolomeo è diventata un’esperienza ormai consolidata e senza dubbio di successo, vista la presenza di ragazzi provenienti anche dalle provincie di Milano, Como e Varese; e grazie al grande sostegno offerto dalla Regione Lombardia che offre il 90 % del materiale strutturale. L’edizione 2017 scorre verso la conclusione, ma Mauro Guazzato pensa già al futuro: “Estendere la durata del campo ad un mese? Non si può mai sapere”

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