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Crespi e il piano coi cittadini, a tener banco sono sempre traffico e sosta

Numerosi i temi trattati dai relatori: il rapporto tra il sistema degli ambiti naturali e l’urbanizzato, il recupero degli spazi pubblici e degli edifici residenziali anche se l’interesse dei cittadini si è rivolto soprattutto al tema traffico e sosta

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Il futuro del nostro territorio lo decidiamo insieme”. Con questo slogan si è aperta la serata organizzata dall’amministrazione comunale di Capriate San Gervasio inerente il piano particolareggiato di Crespi d’Adda, che si pone l’obiettivo di garantire la conservazione dell’impianto urbanistico e la riqualificazione degli immobili e degli spazi aperti del sito UNESCO.

Dopo l’introduzione del sindaco Valeria Redaelli e dell’assessore Carlo Arnoldi, hanno preso la parola i progettisti del Piano arch. Lameri, ing. Fiorina il consulente prof. Adobati.

Numerosi sono stati i temi trattati dai relatori: il rapporto tra il sistema degli ambiti naturali e l’urbanizzato, il recupero degli spazi pubblici e degli edifici residenziali anche se l’interesse dei cittadini si è rivolto soprattutto al tema del traffico e della sosta. Da un lato il comitato “NO PARKING”, schierato a favore dei parcheggi remoti, dall’altro coloro che non li ritengono necessari.

Prima ancora che l’opinione pubblica si dividesse, nel momento in cui si pianificava la ridestinazione della fabbica ormai abbandonata, è emerso il problema del traffico indotto dalla riqualificazione: l’operatore infatti pianificava di portare nel villaggio un significativo numero automobili ogni giorno, gravando sulla rete stradale già esistente che sembra non essere in grado di gestire questo tipo di afflusso.

La soluzione che si è venuta a formare a seguito accesi confronti e di numerosi approfondimenti progettuali consiste nell’utilizzare un numero di parcheggi remoti, situati a poca distanza dall’ingresso della fabbrica.

Se il numero esatto di questi parcheggi remoti è ancora da definire, l’obiettivo dell’amministazione è di ottenere il 70% di parcheggi remoti e il restante 30 nel villaggio, le trattative per ora hanno portato ad avere 500 parcheggi in fabbrica e 700 esterni e di riservare i parcheggi posti all’interno del sito ai dipendenti, i quali entrerebbero la mattina e uscirebbero la sera, e quelli remoti per i visitatori, i quali continuerebbero a “circolare” creando un fastidio più prolungato per gli abitanti.

Da questa situazione si generano due visioni contrappposte: la soluzione si potrebbe individuare nella ricerca non di un compromesso ma di un punto di equilibrio, bisogna quindi convincere l’operatore che si può comunque fare un recupero efficiente anche con i parcheggi remoti.

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