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Allarme droga nella Bassa, consumo superiore a Milano: cresce anche l’eroina

I consumi di cannabis e cocaina continuano a crescere. Rispetto al 2014 La cannabis è aumenta del 47%. Cocaina ed eroina sono raddoppiate

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La Bassa Bergamasca supera in proporzione Milano nel consumo di droghe. È questo il preoccupante dato che arriva dalle analisi delle acque reflue presentate nella mattinata di lunedì 26 giugno durante un convegno organizzato da AGA – Associazione Genitori Antidroga – di Pontirolo Nuovo in collaborazione con gli ASST bergamaschi, la fondazione Anni Sereni, Cogeide e Risorsa sociale della Gera d’Adda.

Lo studio, commissionato ai ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano e giunto ormai alla quarta sessione, – l’ultima risaleva al 2014 – mostra come in soli tre anni ci sia stato un aumento impressionante dell’uso quotidiano di THC – il principio attivo presente nella cannabis – che è addirittura aumentato del 110% dal primo test effettuato nel 2009 con appunto un’impennata registrata in questi ultimi tre anni che riporta la cifra monstre di circa 4800 dosi giornaliere assunte (+47,4% dal 2014). Purtroppo, sempre da quanto emerge da questa spaventosa statistica, tiene testa ancora la cocaina, la quale, dati alla mano, segna un consumo giornaliero di oltre 1050 dosi (+ 111%). Infine il problema eroina, che sembrava in parte ridimensionato e che invece sta tornando in auge con le circa 200 dosi giornaliere rilevate (+91,96 % dal dal 2014).

Restano invece stabili e molto bassi i dati relativi ad altre sostanze, per lo più sintetiche, come l’Amfetamina, la Chetamina, l’MDMA – ecstasy – e la Metanfetamina che è passata addirittura da 260 dosi giornaliere rilevate nel 2009 a 13,5 rilevate ad aprile 2017, segnando cosi una notevole diminuzione nell’uso e nella sua diffusione.

Nonostante negli altri paesi europei ci sia un forte aumento delle “Smart Drugs”, le nuove droghe psicoattive (NPS), spesso facilmente acquistabili tramite internet in quanto composte da ingredienti non ancora inseriti nella lista nera delle sostanze ritenute illegali, l’Italia e la Bassa si “salvano” registrando quantità quasi nulle di questi stupefacenti, che a quanto pare non hanno ancora preso piede tra i consumatori.

Lo studio, realizzato  raccogliendo campioni di acqua reflua – quindi non ancora trattata – dal depuratore Cogeide di Mozzanica – il quale serve ben 16 comuni dell’ambito della Bassa bergamasca – è un’importante risorsa a cui attingere, soprattuto se sfruttato in collaborazione con i dati epidemiologici rilevati dalle ASST, per cercare di combattere questa piaga sociale cercando di riconoscere le criticità, le conseguenze che ne scaturiscono dall’abuso e le fasce più a rischio.

Come purtroppo previsto i principali consumatori di tali sostanze illegali sono infatti i giovani e giovanissimi, prime “vittime” a cadere nella trappola della droga. Si inizia già in età giovanissima, dai 15 anni in su – in alcuni casi anche in età inferiore – con modeste quantità di droghe leggere per poi aumentare sempre più il numero e la concentrazione per passare poi, in alcuni casi, a “prodotti” decisamente più pesanti e dannosi.

Oltre che al consumo, verso i ragazzi preoccupa particolarmente il fatto che il tabù legato agli stupefacenti che sembra essere ormai sdoganato, con l’utilizzo di droghe considerate leggere – cannabis, marijuana ecc. – che sembra all’ordine del giorno e “tollerabile” e con l’assunzione di droghe pesanti che non pare essere più considerato come un grave crimine.

“Sono dei dati che vanno ben oltre le più negative previsioni – dichiara il Presidente dell’AGA di Pontirolo Enrico Coppola – avevamo la percezione che ci fossero stati degli aumenti sul territorio del consumo di droghe ma non in queste proporzioni” e sul consumo tra i giovanissimi aggiunge: “Il motivo di questo cosi forte aumento è che si sta abbassando sempre più l’età dei consimatori. E’ da tempo che stiamo lanciando l’allarme che l’uso di cannabis si sta diffondendo anche fra i giovanissimi e partire dai 13 anni e purtroppo oggi ne abbiamo avuto la conferma.”

Infine, restando sempre nell’ambito della Bassa bergamasca, arriva un’altro numero davvero negativo, quello relativo ai soggetti trattati nei SerD – Servizi per le Dipendenze patologiche – e negli SMI che negli ambiti seguiti dalle A.T. di Treviglio e Romano di Lombardia registrano i tassi più alti di tutta la bergamasca con un’incidenza del 7,6 (Treviglio) e 8,9 (Romano) contro il 6.0 della Provincia di Bergamo, assegnando cosi alla Bassa la maglia nera di questa particolare classifica.

Capitolo finale quello relativo alla prevenzione, con le istituzioni e le forze dell’ordine che da qualche tempo hanno iniziato a organizzare incontri, soprattutto dedicati ai giovani, per cercare di sensibilizzare su questa tematica davvero delicata, con una lotta e una prevenzione costante che sicuramente sarà ulteriormente potenziata nei prossimi mesi anche alla luce di questi dati davvero allarmanti.

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