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Supermercati aperti nei giorni festivi, la Cisl: “Unica soluzione è cambiare la legge”

Il segretario generale della Fisascat di Bergamo Alberto Citerio sull'annosa questione del lavoro domenicale e festivo nei centri commerciali e nelle grandi catene.

I dipendenti sono furiosi e le famiglie sconfortate dalle continue assenze dei loro cari, che lavorano proprio quando chiunque altro è a casa a riposare; nel frattempo le grosse catene di supermercati incassano di più durante le domeniche e i festivi di quanto siano in grado di fatturare durante tutto il resto dell’anno.

Ma in questa melodrammatica rappresentazione a perderci non sono solo i lavoratori e le loro famiglie, sono infatti i piccoli negozianti e i supermercati di dimensioni non mastodontiche a restare spiazzati dalla spregiudicata concorrenza operata dalle grosse catene.

Tutto ha avuto inizio con la riforma Monti del 2013, che ha liberalizzato completamente il mercato dei contratti di lavoro aprendolo alla possibilità di proporre ai dipendenti contratti in cui si ha l’obbligo di lavorare tutte le domeniche ed i festivi, compresi Natale, 25 Aprile, 2 Giugno, 1 Maggio e chi più ne ha più ne metta.

L’indignazione dei dipendenti è culminata nell’apertura della pagina Facebook “Chiudiamo i centri commerciali la domenica e i festivi”, in cui i lavoratori postano frasi provocatorie e cercano di opporsi, inutilmente, ai loro datori di lavoro.

Per capire come si sia giunti a questo punto e quali possano essere le possibili soluzioni, abbiamo chiesto ad Alberto Citerio, segretario generale della Fisascat Cisl di Bergamo.

Citerio ha subito definito la posizione della pagina Facebook come “antistorica e non perseguibile” aggiungendo poi che la posizione di Cisl è “sempre stata contraria all’attuale organizzazione dei supermercati, ma chiudere tutte le domeniche non è la soluzione corretta e più adatta alla situazione odierna”.

Fino al 2013 ogni Comune organizzava le chiusure di tutti i supermercati del territorio, stabilendo i giorni di chiusura per tutto l’anno in modo che le varie catene potessero distribuirsi equamente il carico di lavoro ed il servizio risultasse comunque erogato con efficacia e costanza in ogni periodo dell’anno. Tuttavia i supermercati risultavano aperti poche domeniche l’anno, mentre i festivi erano sempre scoperti su tutto il territorio.

Si è passati da un estremo all’altro, dal 2013 le grandi catene non hanno più rinunciato ad una domenica o ad un festivo di apertura, costringendo i nuovi assunti a lavorare, quasi senza turnover, tutte le festività e tutti i weekend.

A questi si aggiunge il fatto che, al momento, i dipendenti sono regolarizzati secondo due tipologie di contratto differenti: i contratti pre-2013 non obbligano i dipendenti a lavorare tutte le domeniche, ma solo una o, al massimo, due volte al mese, mentre non prevedono clausole riguardanti il lavoro durante i festivi; quelli post-2013 prevedono invece la prestazione lavorativa, organizzata secondo turni tra tutti i dipendenti, per tutte le domeniche ed i festivi secondo le necessità del datore di lavoro.

Si è andata così declinando anche una divergenza di interessi tra i lavoratori: coloro che godono della precedente formulazione contrattuale tendono a non dare la disponibilità durante i festivi e le domeniche, costringendo la rimanente parte dei dipendenti, in genere i più giovani, ad accollarsi la quasi totalità dei turni dell’anno.
Impercorribili sono, secondo Citerio, le due strade intraprese finora per trovare una soluzione condivisa e vantaggiosa al problema.

Non è pensabile chiudere tutte le domeniche ed i festivi perchè i clienti amano moltissimo visitare, magari anche senza acquistare, i supermercati in quelle occasioni in cui sono, solitamente, liberi da impegni lavorativi.

Altrettanto difficile, come dimostrato dal fallimento di tutte le iniziative precedenti, è la ricerca di un accordo tra le differenti catene in modo che si possano ripartire in modo adeguato i carichi di lavoro.

La soluzione proposta dalla Cisl è la modifica della legislazione nazionale, che si deve assumere il compito di regolarizzare una situazione fuori controllo stabilendo, o secondo una normativa nazionale o, più probabilmente, delegando gli enti territoriali, una limitazione al numero di festivi e domeniche in cui ogni supermercato può aprire e costringendo, di conseguenza, le varie catene ad accordarsi fra loro perchè i giorni di apertura sul territorio non si sovrappongano causando un disservizio. Si potrebbero così conciliare le esigenze dei lavoratori con le richieste dei clienti e le ambizioni dei supermercati.

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Commenti

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  1. Scritto da Clacla

    sinteticamente 1) ho famiglia e lavoro al sabato e la domenica, e non ho problemi, ci sono le maggiorazioni e fanno comodo. 2 ) Se non lavoro, vado nei centri commerciali ed è molto comodo fare le spese nei giorni festivi 3) lavoravo in un importante azienda all’ingrosso che ha chiuso senza che i sindacati facessero nulla se non perdere tempo. 4) sono andato a lavorare in un’altro negozio all’ingrosso per un paio d’anni dove l’acquisto e la vendita in nero era quotidiano.