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Accoglienza, l’onorevole Fontana: “A Bergamo 2.500 migranti, +65% in un anno”

Il deputato bergamasco di Forza Italia sottolinea: "La Commissione territoriale di Bergamo ancora in forte affanno, tre anni solo per smaltire l’arretrato. Urgente centralizzare la gestione anagrafe e dotare i sindaci di maggiori poteri".

Gregorio Fontana, deputato bergamasco di Forza Italia e membro della Commissione d’inchiesta sui migranti, a margine del Tavolo di confronto tra alcuni sindaci bergamaschi interessati dall’accoglienza dei migranti e Parlamentari della Commissione d’inchiesta sui migranti, promosso dal sindaco di Sedrina Stefano Micheli, ha dichiarato:

“Questo tavolo rappresenta un momento di confronto e di scambio fondamentale. Le preoccupazioni e i problemi esposti dai sindaci continuano a non avere risposte concrete dal Governo, troppo impegnato a scaricare sugli enti locali il peso dell’accoglienza, creando una situazione molto difficile a livello finanziario, sociale e amministrativo.

Rispetto a un anno fa il quadro dell’accoglienza in terra orobica si è ulteriormente aggravato. Per quanto riguarda la distribuzione dei migranti, da maggio 2016 a maggio 2017 le presenze sono aumentate del 65%, arrivando a circa 2.500 unità.

Inoltre con il drammatico aumento degli sbarchi, e a causa della totale assenza di una politica di respingimenti da parte del Governo, si rischia l’arrivo di centinaia di nuovi migranti.

Sono aumentati anche i comuni interessati dalle strutture di accoglienza che risultano complessivamente 64. Ma a destare maggiore preoccupazione è il rapporto abitanti/migranti che in 43 comuni su 64 risulta superiore a 1 migrante ogni 1000 abitanti, tra questi ultimi in 13 casi si registra un rapporto superiore di 1 a 100. Particolarmente significativa risulta la situazione in alcune realtà, ad esempio Roncobello con una proporzione pari a 1 a 14 (31 stranieri e 424 abitanti), Valbondione con 1 a 14 (78 stranieri e 1065 abitanti), Sedrina con 1 a 13 (183 stranieri e 2444 abitanti) e Vedeseta con 1 a 6 (35 stranieri e 204 abitanti).

E’ interessante inoltre rilevare come oltre l’80% dell’accoglienza venga gestita da tre sole cooperative, ovvero Diakonia (Caritas) con il 58%, Rinnovamento con il 17% e Ruah con il 7%, garantendo uno standard di accoglienza che rappresenta un modello positivo per il resto del Paese.

Altrettanto critica risulta la situazione della Commissione richiedenti asilo di Bergamo. Avevamo sperato che alcuni interventi organizzativi e l’apertura di bandi per l’assunzione di nuovo personale, sbandierati negli ultimi mesi dalle forze di maggioranza, potessero dare una scossa significativa al numero di pratiche evase dalla Commissione, che ad oggi risultano ancora tra le più basse rispetto alle altre sezioni d’Italia, basti pensare che la Commissione richiedenti asilo di Brescia ha evaso nel 2017 il 76% di pratiche in più rispetto a quella di Bergamo. Alla Commissione della nostra provincia, infatti, ai ritmi attuali e senza ulteriori richieste di asilo, in uno scenario quindi poco realistico, occorreranno più di 3 anni per evadere le attuali richieste pendenti.

Questi numeri deludono quindi ogni aspettativa sul funzionamento dei meccanismi della Commissione territoriale, non tanto per demerito dei suoi componenti, ma per una inaccettabile inadeguatezza dell’organizzazione, delle regole di funzionamento e di organico.

Proprio per far fronte a questa drammatica situazione è cruciale riformare e rafforzare le Commissioni Territoriali. È una battaglia sia nell’interesse dei contribuenti italiani, che vedono continuamente lievitare i costi dell’emergenza immigrazione, considerando che a Bergamo solo il 20% dei richiedenti asilo hanno poi accesso alle protezioni previste nel resto d’Europa, sia degli stessi richiedenti asilo che hanno diritto ad avere in tempi certi una risposta alla domanda.

Infine, per quanto riguarda il problema del rilascio delle carte di identità ai richiedenti asilo, ho presentato un progetto di legge, e un emendamento nel corso della discussione del Pacchetto Immigrazione ovviamente bocciato dal Governo, che prevede la centralizzazione della gestione anagrafica dei migranti, attraverso l’istituzione di un registro unico dei migranti-richiedenti asilo, attribuendo quindi al Prefetto la competenza per il rilascio della carta di identità allo straniero, con una disciplina più stringente in merito a rilascio e mantenimento della carta di identità.

Inoltre, – conclude Fontana- per evitare i casi frequenti, già registrati anche nella nostra Provincia, di una eccessiva e intollerabile concentrazione di un numero esagerato di migranti nello stesso Comune, i sindaci devono essere dotati di maggiori poteri, attraverso pareri vincolanti, sia nelle procedure per l’allocazione dei ‘nuovi’ centri di permanenza per i rimpatri, sia nel trasferimento di migranti sul proprio territorio di competenza”.

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