Islam, contro l'integralismo Bergamo sigla un patto con le 4 Comunità - BergamoNews
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Islam, contro l’integralismo Bergamo sigla un patto con le 4 Comunità video

Palafrizzoni recepisce gli accordi che il Ministro Minniti ha siglato in ambito nazionale lo scorso febbraio a Roma. I contenuti del patto, punto per punto

Un patto con l’Islam. Bergamo diventa così la prima città in Italia a disciplinare i rapporti con le comunità islamiche presenti sul proprio territorio. Lo annunciano il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l’Assessore Giacomo Angeloni, che in questi giorni hanno incontrato le quattro comunità islamiche (Comitato Musulmani Bergamo, Centro Culturale Islamico, Centro culturale di volontariato Al Madinah e Associazione promozione sociale Rahmah) al fine di stringere accordi per “un Islam espressione di una comunità locale aperta, integrata e aderente ai valori e ai principi dell’ordinamento dello Stato”. Questo il nome del documento che stanno sottoscrivendo le quattro comunità: si tratta della prima volta che un Comune recepisce gli accordi che il Ministro Minniti ha siglato in ambito nazionale lo scorso febbraio a Roma.

Tra gli impegni che i musulmani di Bergamo sottoscrivono – oltre al proseguimento del dialogo con l’amministrazione comunale – è prevista la nascita dell’ “Albo degli Imam e delle Guide religiose della Città di Bergamo” (che tiene conto dell’importanza che queste figure ricoprono all’interno delle loro comunità, ma anche “perché – si legge nel documento – possano assumere il ruolo di efficaci mediatori per assicurare la piena attuazione dei principi civili di convivenza, laicità dello Stato, legalità, parità dei diritti tra uomo e donna, in un contesto caratterizzato dal pluralismo confessionale e culturale”). C’è poi l’impegno al contrasto di forme di radicalismo religioso in collaborazione con le autorità e le istituzioni cittadine, questo anche attraverso l’apertura ai cittadini non musulmani dei luoghi di culto e l’impegno degli Imam a garantire supporto e vicinanza ai fedeli in quei luoghi dove il ‘rischio integralismo’ è maggiore. Si pensi per esempio alle carceri. Infine, la richiesta di una maggiore trasparenza grazie alla traduzione in italiano dei sermoni della preghiera del venerdì e l’organizzazione di eventi pubblici per far conoscere le attività e il patrimonio culturale delle comunità.

Bergamo, patto con l'Islam

“Gli obiettivi intorno ai quali si snoda il documento sono da un lato quello di garantire la libertà religiosa ai musulmani, come ai fedeli di ogni altra religione respingendo ogni tendenza di tipo xenofobo – ha sottolineato il sindaco Gori -. E, dall’altro, quello di promuovere l’integrazione dell’islam attraverso il rispetto dei diritti e dei doveri garantiti dalla nostra Costituzione”.

In città sono all’incirca 5mila i residenti di fede musulmana: “I firmatari hanno sottoscritto una serie di impegni volti anche a realizzare percorsi di integrazione e rendere trasparenti i finanziamenti che le comunità ricevono soprattutto per la realizzazione di luoghi di culto – continua Gori -. L’auspicio è che i cittadini bergamaschi apprezzino questo tipo di impostazione. Tutto ciò che rientra nella sfera della clandestinità e dell’illegalità produce insicurezza; viceversa il riconoscimento, il rispetto e la legalità rappresentano fattori di sicurezza. Se abbiamo un alleato decisivo nel contrastare ogni deriva radicale – conclude il sindaco – questo è proprio la comunità musulmana”.

Gli fa eco l’assessore Angeloni: “Più si chiudono, più le comunità incutono paura e meno riescono a essere comprese. L’impegno che ci prendiamo è quello di far conoscere sempre più la religione islamica in un momento storico particolarmente difficile”.

Il patto vuole anche segnare un’equidistanza tra i vari gruppi di preghiera: “Dopo le tensioni sorte in passato crediamo sia giunto il momento di mettere fini alle liti – commenta Angeloni -. Di fatto, le varie comunità sottoscrivono i medesimi impegni”.

E in caso di mancato rispetto dei contenuti: “Il Comune darà comunicazioni ufficiali anche a mezzo stampa – afferma l’assessore di Palazzo Frizzoni -. Faremo molto leva sul concetto di  reputazione. La sfida, difficile ma allo stesso tempo appassionante, sarà far sì che tutti i soggetti coinvolti rispettino il regolamento”.

I CONTENUTI DEL PATTO, PUNTO PER PUNTO

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