Diario di una maturanda, capitolo3: "Secondo giorno di esami, sono a terra" - BergamoNews
La seconda prova

Diario di una maturanda, capitolo3: “Secondo giorno di esami, sono a terra”

La seconda prova di maturità per gli studenti del Liceo Artistico è un vero tour de force: 18 ore di progetto divise in tre giorni: giovedì, venerdì e lunedì. La nostra Anna Mocchi, classe '98, continua a raccontarci il suo viaggio nella maturità 2017, sfinita dal primo giorno di prova

I racconti della maturità
diffidate da quelli di Anton Čechov

Capitolo III

Stamattina alle 8.15 sono corsa nella 202 per aggiudicarmi il posto che per tre giorni ospiterà pennelli, pennellini, squadre, fotocopie, pantoni e altre cose che occupano posto ma non servono.
Il banco che ho selezionato non è vicino alla porta, nemmeno vicino alla finestra o davanti alla lavagna: il mio posto è vicino alla presa della corrente. Presa della corrente=ventilatore. Ventilatore=aria. Aria=idee geniali. Si spera. Cioè, illudersi fa bene.

Leggo la traccia e scoppio a ridere. Ci penso un attimo e mi viene da piangere.
“Una delle più famose organizzazioni per vacanze”. Inizia così.
Vacanze? Cosa sono le vacanze? Estate? Cosa è l’estate? Piscina? Mare?
Continuo a leggere.
Tre righe di descrizione sul mare. Romantiche.
Leggo tutta la traccia. Mi guardo in giro. Tutti si guardano in giro.
Detto terra terra la seconda prova non è nient’altro che una matrioska.
Inventarsi uno spazio, arredare la terrazza con tanto di ristorante e piscina, concentrarsi su uno dei due spazi e poi progettare un oggetto d’arredamento. Questo è quello che ho capito.
Domani capirò qualcosa di più. Leggere vacanze mi ha spiazzato.
Il primo giorno di seconda prova è sempre abbastanza tranquillo: pensare alle 12 ore rimanenti giova l’animo dello studente. Il secondo giorno invece iniziamo a guardarci male: “chi ha preso la mia matita?” “mi presti la gomma?” “ma compratela!” “dai, quanto ti manca?! Devo venire alla lavagna luminosa” “devi proprio passare di qui?! Sto ripassando a china!” “Qualcuno ha una riga da prestarmi?”.
Fortunatamente a queste cose non ci fai caso se hai il ventilatore puntato in faccia.

Domani secondo round. Speriamo bene.
Dopo 6 ore di progettazione e il ripasso di arte pomeridiano sono troppo stanca, non provo sentimenti né emozioni, non so che raccontare. Sono a terra.

Ah, se vi state chiedendo come sia messa Paola, non lo so. Oggi durante la prova era troppo lontana da me: vicino al ventilatore non c’é posto per due.

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