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“Nella fabbrica intelligente le migliori tecnologie abilitanti sono i nostri giovani” - BergamoNews
Industria 4.0

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Aziende faro, innovazione e competenze i temi al centro di un convegno presso l'università di Bergamo con il presidente nazionale del Cluster fabbrica intelligente Gianluigi Viscardi che sottolinea l'importanza dei giovani per l'Industria 4.0 e il bisogno di investire su di loro

“Nella fabbrica intelligente le migliori tecnologie abilitanti sono i nostri giovani”: Gianluigi Viscardi, presidente della Cosberg di Terno d’Isola e del Cluster tecnologico nazionale fabbrica intelligente, lo ripete sempre, quasi fosse un mantra, in ogni assemblea generale, dibattito, convegno a cui prende parte.

Nel convegno intitolato “Tecnologie 4.0 motori della fabbrica intelligente”, organizzato proprio dal CFI, uno dei 12 cluster tecnologici creato per indirizzare le linee di politica industriale del Paese, presso l’ex Chiesa di Sant’Agostino dell’Università degli studi di Bergamo, nella relazione iniziale il patron di Cosberg non pone l’accento sul potenziale offerto dai giovani in un’ottica di fabbrica intelligente.

Una dimenticanza o una distrazione? Ne una ne l’altra. Dopo di lui seguono altri relatori che illustrano le dinamiche delle fabbriche faro e dei Club Lighthouse Plant, uno o più impianti produttivi da realizzare ex novo o con una profonda rivisitazione di quelli già esistenti in ottica Industria 4.0. Tra un intervento e l’altro Viscardi prende la parola ricordando alla platea che “Nella fabbrica intelligente le migliori tecnologie abilitanti sono i nostri giovani”.

Ad aprire il convegno il sindaco Giorgio Gori che definisce Bergamo come “terra di manifatturiero resielente”, perché ha saputo consolidare il fatturato, salvaguardando l’occupazione. Un saluto particolare a Viscardi che “promotore della fabbrica intelligente, ha portato nella bergamasca l’industria 4.0”, rendendo questo territorio all’avanguardia in termini di innovazione”. Due le raccomandazioni avanzate dal primo cittadino: “In una situazione di stratificazione industriale chiedo che le piccole e medie imprese non vengano lasciate sole ma vengano accompagnate nel campo della ricerca e dell’innovazione. E poi in sintonia con Viscardi “chiedo la stessa attenzione per le persone, per le loro emozioni e il modo di vivere perché il tema della fabbrica intelligente non è sono una questione di macchine. Mi conforta – conclude Gori – l’approccio umanistico e l’attenzione posta dal Miur su questi temi”.

“Il Cluster Fabbrica Intelligente – spiega il presidente del Cluster Fabbrica Intelligente – accoglie oggi quasi 450 soggetti tra università, imprese, centri di ricerca ed enti territoriali. Si possono affrontare i processi di trasformazione digitale puntando su ricerca, innovazione e collaborazione”. Pone l’accento sulle tecnologie esponenziali come un nuovo modo di interagire, tema diametralmente opposto all’innovazione una-tantum.

“Siamo partiti – ricorda Viscardi – dall’idea che la tecnologia non deve essere fine a se stessa, ma deve puntare a risolvere problemi concreti. Per questo abbiamo pensato ai Lighthouse Plant, fabbriche-faro, esempio e fiore all’occhiello del manifatturiero italiano. Ricerca e innovazione possono offrire vantaggi competitivi all’Italia e indirizzare le imprese manifatturiere verso il futuro”.

“Non si tratta di progetti pilota – chiarisce Tullio Tolio, presidente del Comitato Tecnico Scientifico del CFI -, perché i Lighthouse Plant sono veri e propri impianti produttivi“. Si possono distinguere tre fasi: “la prima interessa la realizzazione dell’impianto con beni in linea con i criteri di Industria 4.0 che saranno acquisiti sfruttando l’incentivo dell’iperammortamento. Poi ci sarà una fase di ricerca e innovazione con la collaborazione di diversi attori, fornitori, integratori, istituzioni ed enti di ricerca, sfruttando l’incentivo del credito d’imposta e i diversi bandi regionali. L’evoluzione continua è la terza fase che si propone l’obiettivo di proseguire nel miglioramento continuo di impianti e soluzioni anche attraverso partnership internazionali. I Lighthouse Plant dovranno poi evolvere in un network e ad essi saranno associati dei “club”, supporto strategico e operativo per le imprese che vogliono puntare a ricerca e innovazione in ambito manifatturiero, con compiti di promozione e diffusione, di modo che queste fabbriche diventino esempi di best practice e casi di studio”.

Vengono presentati i primi quattro Lighthouse Plant: ABB a Dalmine, Frosinone e Santa Paomba, l’impianto bresciano di Tenova e Ori Martin, l’ Hitachi Rail, costruttore di treni e l’Ansaldo Energia, produttore di turbine a gas, e riguarda un impianto greenfield. Per quanto concerne gli impianti produttivi di Abb dove si producono interruttori: “Qui il focus -spiega Tolio- è creare linee multiprodotto flessibili. E’ centrale anche il tema dell’integrazione lungo la filiera e della sicurezza del lavoro”.

“I Lighthouse Plant -chiarisce Francesco Cuccia, capo della segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico – sono delle testimonianze reali di come l’applicazione dell’industria 4.0 possa contribuire al miglioramento della competitività delle imprese”. I primi segnali del Piano nazionale Industria 4.0, ribattezzato “Piano Calenda” dal nome del suo ideatore “sembrerebbero positivi. Federmacchine –continua Cuccia- prevede per il primo trimestre 2017 un incremento del 13% con picchi nella ceramica e nelle macchine utensili; Anie prevede un +9%. Anche i dati Istat sembrano andare in questa direzione. Ma sono dati preliminari e la strada è ancora lunga. Bisogna attendere fino a settembre per fare un primo bilancio del piano e una stima più attendibile del raggiungimento degli obiettivi prefissati”. Novità del piano Industria 4.0 è la mini-proroga dell’iperammortamento: “L’incremento degli ordini ha generat delle difficoltà per il rispetto delle scadenze: per questo abbiamo inserito nel Decreto Mezzogiorno la proroga delle consegne da giugno a luglio. Monitoreremo l’execution del piano e vedremo di fare in modo che la misura sia operativa effettivamente fino a fine anno, come previsto”. Ma è restrittivo ridurre tutto ad una questione di incentivi fiscali, “servono anche le competenze. Per questo è nato il Network nazionale Industria 4.0 con i Punti Impresa Digitale, gli Innovation Hub e i Competence Center”.

“Industria 4.0 – spiega Oscar Pasquali, responsabile della segreteria tecnica del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca – tocca sia le nuove generazioni che le imprese. Il 9% dei posti di lavoro è automatizzabile e in alcune attività questa cifra tocca il 35%. Il cambiamento deve essere gestito lavorando sulle competenze che aiuteranno a governare questo processo. Il Miur -conclude Pasquali- ha recentemente stanziato importanti fondi che serviranno a finanziare i Cluster e la ricerca (il bando arriverà a luglio). “I Cluster sono importanti perché offrono alle Istituzioni delle indicazioni sulle priorità sulle quali il Paese deve puntare”.
“La quarta rivoluzione industriale arriva fino al cambiamento dei modelli di business -sintetizza Andrea Bianchi, direttore area Politiche industriali di Confindustria-, con impatti significativi sul rapporto tra produttore e consumatore. Servitizzazione ed estrema personalizzazione del prodotto sono i due aspetti più evidenti di questo processo. Il piano offre misure orizzontali, ma è fortemente focalizzato sull’automazione di fabbrica.. Dovremo lavorare per costruire le altre gambe dedicate all’edilizia, all’energia e agli altri settori che di fatto non beneficiano di queste misure come la mobilità sostenibile”.

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