Più tranquilli che spaventati: com’è andata la prima prova agli studenti bergamaschi
I ragazzi di BGY hanno parlato con alcuni studenti bergamaschi all’entrata e all’uscita dalla prima temutissima prova della maturità, che poi – come hanno scoperto – non era nemmeno tanto temuta…
Mercoledì 21 giugno, solstizio d’estate. Mezzo milione di ragazzi hanno dovuto rinunciare a costume e tintarella per affrontare l’ultimo atto verso il futuro: la maturità. A Bergamo 8440 studenti hanno preso il via dell’esame di stato ed hanno iniziato con la prova di italiano.
Noi di BGY abbiamo seguito alcuni ragazzi delle scuole di Bergamo.
Se vi aspettavate di trovare all’entrata studenti che hanno trascorso la notte fra preoccupazioni e panico, tutto ciò è stato sorprendentemente smentito con i ragazzi del Sarpi tranquilli e riposati, attanagliati più dal caldo e dalle zanzare che dalla paura, come ha dichiarato Michele Luraghi di 3A.
L’unica vera ansia era quella per le tracce e tutti si sarebbero aspettati un tema di attualità, come Isis ed immigrazione, oppure speravano che nell’analisi del testo facesse la sua comparsa Luigi Pirandello. Gettonati anche gli anniversari dei trattati di Roma e la Rivoluzione di Ottobre, come ci ha confessato Lorenzo Torri di 3C.
Nonostante tutte le speranze, il Ministero ha preferito proporre una traccia sorprendente come il testo di Giorgio Caproni per l’analisi del testo e la traccia “La natura tra minaccia e idillio nell’arte e nella letteratura” con protagonisti Giacomo Leopardi ed Ugo Foscolo per l’ambito artistico-letterario.

Nonostante ciò gli studenti non si sono persi d’animo ed hanno ritenuto l’analisi del testo “abbastanza semplice” come dichiarato da Lorenzo Longhi, alunno della 5BS del Liceo Scientifico “Lorenzo Mascheroni”: “L’analisi aveva domande che guidavano nell’analisi e di certo semplificavano il testo di un autore mai studiato”.
Seguendo le varie scuole, la scelta delle tracce è stata diversificata, con il Liceo Scientifico “Filippo Lussana” dove è andato per la maggiore il saggio breve socio–economico, mentre al Liceo Sarpi ha spopolato il saggio storico–politico.

Alla domanda se le tracce del 2016 fossero più semplici di quelle di quest’anno i pareri sono discordi, con alcuni che hanno sostenuto esser più semplici come nel caso di Sara Zanchi e Sara Ravasio dell’Istituto Tecnico Commerciale “Vittorio Emanuele II”, chi invece le ha ritenuto meno attuali, come Guido Pinotti della 3A del Liceo Sarpi.
Ora di nuovo tutti sui libri poiché giovedì 22 ci sarà la seconda prova: c’è chi proverà a studiare qualcosa, chi invece non si preoccuperà particolarmente, come Andrea Signori del Liceo di Scienze Umane “Paolina Secco Suardo”, in quanto dovrà sostenere un nuovo tema, o come i ragazzi della 3B del Liceo Sarpi, che scherzosamente sostengono di non aver imparato in cinque anni come tradurre e quindi non impareranno in un giorno.
In conclusione abbiamo intervistato anche il professor Lino Campanelli, docente di educazione fisica presso il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e diplomato al liceo scientifico nel lontano 1975. Come raccontatoci da lui l’esame di allora era stato diverso, in quanto le materie d’esame erano quattro, di cui una scelta dal candidato ed una dal ministero. Il consiglio che ha dato ai ragazzi è stato quello di non prendersela, perché “tutti, anche persone insospettabili, hanno affrontato la maturità, superandola inermi”.


