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"Soldi pubblici per le piste ciclabili? Perché non si finisce la galleria di Zogno" - BergamoNews
La lettera

“Soldi pubblici per le piste ciclabili? Perché non si finisce la galleria di Zogno”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Pierluigi Turani dopo l'annuncio dello stanziamento di denaro per la realizzazione di piste ciclabili in Val Brembana e Val Seriana.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Pierluigi Turani dopo l’annuncio dello stanziamento di denaro per la realizzazione di piste ciclabili in Val Brembana e Val Seriana.  (Leggi qui)

Spett. Redazione,
ho letto sul vostro quotidiano la notizia, data con un’enfasi pari all’atterraggio sulla Luna, che sono stati trovati i soldi per costruire altre due piste ciclabili, in val Brembana e val Seriana.
A parte il fatto che i ciclisti viaggeranno comunque in mezzo alle strade, basta vedere oggi sulla strada della valle Brembana da Zogno a Piazza Brembana, trovo veramente scandaloso che ci si preoccupi di sperperare il denaro dei contribuenti in opere del genere!

Nelle valli citate i problemi su cui investire per risolverli, anche nella viabilità, sono ben altri. Per esempio la galleria di Zogno, mai finita, per la quale invece i soldi non si trovano; oppure le gallerie di Albino che sono assolutamente disastrate, buie e pericolose; per non dire della situazione del fondo stradale di tutta la provincia, con voragini, tombini rigature in curva (Botta di Sedrina), ecc. Di questo non ci si occupa ne si finanziano i lavori, per le bici si!

Mi pare di vivere in un mondo alla rovescia. Chi lavora e deve viaggiare sulle strade, costretto a code infinite, danneggiamento dei propri veicoli, così come quelli pubblici, è considerato il nulla assoluto, indegno di attenzione da parte degli amministratori pubblici, sindaci in testa. Eppure sono proprio questi che con il loro lavoro producono il famoso PIL, con le cui tasse si pagano gli stipendi degli amministratori e dei dipendenti pubblici, così come i lavori e gli investimenti.

Proprio favorire ed aiutare questi lavoratori bisognerebbe fare, non finanziare inutili piste ciclabili per gente che non sa come passare il tempo, se non pedalando in mutande in mezzo alle strade. Bici da corsa, mountain bike non omologate per la circolazione stradale, sono in giro sulle strade anche se in fianco hanno la ciclabile (piani di Scalvino, per esempio), rallentando la circolazione di camion, autobus ed auto di chi lavora, solo perché non hanno di meglio da fare!

Gli amministratori pubblici prima devono pensare a chi lavora e, con le proprie tasse mantiene tutti, compresi gli africani in bici circolanti a destra e a manca, poi, se ne avanza, al resto per il divertimento. Invece si preoccupano di chi va a divertirsi in bici, mentre a chi lavora tutti i giorni regalano solo i danni.
A quando i soldi per i problemi stradali di chi lavora?

Grato dell’attenzione, cordialmente saluto.

Pierluigi Turani

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