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Elio a Bergamo (senza le Storie Tese): "Dopo 37 anni il nostro è come un matrimonio” - BergamoNews
L'intervista

Elio a Bergamo (senza le Storie Tese): “Dopo 37 anni il nostro è come un matrimonio”

In occasione dello spettacolo "Gaetano Donizetti ovvero matti da slegare" che si terrà alla Torre dei Caduti di Bergamo, abbiamo intervistato Stefano Belisari in arte “Elio”.

Da più di trent’anni sulla cresta dell’onda, Elio e le Storie Tese non hanno mai smesso di essere attuali e di farsi amare da un pubblico di qualsiasi fascia d’età, dai più giovani ai più anziani. In occasione dello spettacolo “Gaetano Donizetti ovvero matti da slegare” che si terrà alla Torre dei Caduti di Bergamo sabato 17 giugno alle 22, abbiamo intervistato uno dei protagonisti, Stefano Belisari in arte “Elio”, che ci ha parlato del suo gruppo e della sua esperienza artistica.

Elio, come nasce il suo gruppo?

Il mio gruppo nasce nella prima metà degli anni ’80, quando ho deciso di raccogliere un gruppo di persone per creare qualcosa di originale, di interessante, in un periodo in cui la musica italiana viveva un momento buio. Eravamo un gruppo di milanesi che condivideva un hobby e suonava nei locali, poi le nostre cassette hanno iniziato a diffondersi in giro per il Nord Italia, poi a Roma e così siamo arrivati a far concerti in tutta Italia, raggiungendo la notorietà con il nostro primo disco nel 1989.

Dopo 37 anni di convivenza, quali sono i segreti per poter essere ancora uniti?

Da una parte gli avvocati che sedano le nostre liti, dall’altro la condivisione dei nostri obiettivi. Ognuno ha delle attività personali che usa come valvola di sfogo, ma l’importante è comprendere che ogni scelta presa nel gruppo non può andar bene a tutti, un po’ come in un matrimonio.

Elio, come nasce una canzone ?

Una canzone nasce con l’idea di creare qualcosa di originale, interessante, allora come oggi. Spesso la canzone non viene scritta con l’intento di piacere all’ascoltatore, ma perché per prima cosa piaccia a noi.

Nel 1991 vi presentate sul palco del concerto del Primo Maggio con una canzone dallo strano titolo “Sabbiature”. Quale origine ha avuto quella canzone e come siete riusciti ad avere tutte quelle informazioni fino ad allora sconosciute?

La canzone nasce sempre negli anni ’80 quando suonavamo nei locali. Siccome, oltre a suonare, ognuno aveva un proprio lavoro e la sera finivamo sempre più tardi a causa delle numerose richieste del pubblico, abbiamo deciso di scrivere un brano di lunghezza variabile e bruttissimo tale che le persone presenti si stancassero di ascoltare e se ne andassero. Questa canzone, con base fissa e testo ogni volta improvvisato, è stata utilizzata anche per la nostra esibizione al Teatro Elfo di Milano del 6 ottobre 1990, quando suonammo lo stesso brano per 12 ore consecutive. Il testo si chiamava “Ti amo” e solo quando abbiamo saputo che avremmo partecipato al Concertone del Primo Maggio abbiamo deciso di preparare un testo ad hoc con il titolo per l’occasione chiamato “Sabbiature”. La scelta era di parlare di ciò che stava accadendo in quegli anni pre – Tangentopoli e così, tramite alcuni nostri amici giornalisti, abbiamo avuto informazioni su ciò che accadeva all’interno della Commissione Inquirente del Parlamento, dove si giudicava l’atteggiamento dei parlamentari nel caso di qualche reato loro imputato. Scherzo del destino, 109 casi su 111 esaminati erano stati archiviati, o meglio, insabbiati, mentre soltanto in due casi si sono presi provvedimenti. Da qui è nato il titolo e la scelta del testo, una scelta che non poteva essere più azzeccata visto quello che è successo poco dopo e che succede ancora oggi.

Durante l’esibizione del pezzo siete stati censurati dalla Rai e portati via di peso da alcuni uomini della sicurezza. Perché mentre la portavano via gridava “Come Jim Morrison”?

Beh, la questione è molto semplice: durante un concerto di Jim Morrison, il cantante americano venne preso sul palco e portato via di peso dalla polizia. Visto che nel nostro caso le cose non andarono molto diversamente, da qui è nata la scelta di urlare “Come Jim Morrison” e protestare contro la censura impostaci dalla Rai.

Capitolo Sanremo. Il vostro rapporto con il Festival è stato dapprima turbolento con la creazione di un “Contro – Festival” nel 1991, poi la scelta di partecipare a tre edizioni, a partire da quella del 1996. Perché avete scelto di partecipare?

Il nostro rapporto con Sanremo è sempre stato buono, a noi il Festival piace, tant’è che quando ci hanno offerto di partecipare abbiamo deciso di accettare. La nostra scelta è stata di esplorare il Festival sotto tutti i suoi vari aspetti ed oggi manca a noi solo il ruolo da presentatore, che accetteremo ben volentieri se ce lo proporranno.

Nelle varie edizioni del Festival a cui avete partecipato, avete scelto di esibirvi sempre con costumi eccentrici. Da dove nasce tutta questa fantasia ?

Ogni volta che ci siamo iscritti al Festival di Sanremo, dopo aver avuto la conferma della partecipazione, ci siamo sempre riuniti tutti assieme ed abbiamo pensato quale abbigliamento indossare ogni serata e quale trucco utilizzare. Da qui la scelta dei vari costumi da indossare.

Un’ultima domanda Elio, fra le innumerevoli canzoni che avete scritto, qual è la sua preferita?

Se dovessi scegliere una canzone sola sarebbe praticamente impossibile poiché ne uscirebbe una lista di brani lunghissima. Scegliendone un gruppo piacciono di più le canzoni più difficili e quindi magari meno amate dal pubblico, comunque ogni nostra canzone è bella.

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