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L'intervento

Nuovo ossigenodotto Siad: eviterà 250 viaggi di camion cisterna fotogallery

Un investimento di un milione e mezzo di euro, un anno di lavoro, due chilometri e 600 metri di scavo: sono i numeri per il nuovo ossigenodotto che collegherà lo stabilimento della Siad di Osio Sopra con la Fonderia di Torbole in provincia di Brescia.

Il primo gasdotto Siad si staccava da via San Bernardino a Bergamo e arrivava alla Dalmine. Correva l’anno 1942. Oggi la Siad (acronimo di Società Italiana Acetilene e Derivati) conta solamente in bergamasca 250 chilometri di gasdotti collegati al proprio stabilimento di Osio Sopra e martedì 13 giugno ha inaugurato l’ennesimo ossigenodotto che la collega alla Fonderia di Torbole di Torbole Casaglia, in provincia di Brescia. Un nuovo traguardo che sa molto di “green”, basti pensare che avrà una ricaduta sull’impatto ambientale e la riduzione del traffico pesante: l’opera lunga 2,6 chilometri permetterà di evitare 250 viaggi di camion cisterna all’anno.

“Il nuovo ossigenodotto che collega Fonderia di Torbole allo stabilimento Siad di Osio Sopra si inserisce in un importante programma di investimenti volto ad estendere quanto più possibile la rete gasdotti di Siad – afferma Roberto Sestini presidente e amministratore delegato di Siad -. La fornitura in gasdotto è la fornitura per eccellenza in termini di sicurezza, garanzia della fornitura e rispetto dell’ambiente. Si tratta di un asset strategico che rafforza la presenza di Siad in un un legame sempre più stretto con l’industria e il territorio. Questo investimento conferma e consolida la partnership fra Fonderia di Torbole e Siad, nel segno della continuità e della reciproca collaborazione”.

L’investimento è di un milione e mezzo di euro da parte di Siad prevede in cambio per 10 anni l’esclusiva fornitura alla Fonderia di Torbole, mentre consentirà alla Fonderia di Torbole di risparmiare circa 80mila euro all’anno. C’è anche un risparmio che ricade sulla società: grazie a quest’opera, il miglioramento dell’impatto ambientale si accompagna alla riduzione di traffico pesante. L’ossigenodotto, infatti, consentirà di evitare circa 250 viaggi di camion cisterna all’anno per complessivi 25.000 chilometri, con una riduzione delle emissioni di CO2 (anidride carbonica) pari a 25.000 chili all’anno.
La produzione di ossigeno gassoso e la compressione in gasdotto, inoltre, non prevedono il processo di liquefazione dell’ossigeno ed il successivo stoccaggio nei serbatoi criogenici. Ne consegue un rilevante minor consumo di energia elettrica e quindi una riduzione delle emissioni in atmosfera valutabile in circa un milione di chili di anidride carbonica all’anno.

L’utilizzo dell’ossigeno in fonderia è stato introdotto in Italia da Siad a partire dal 1970. “Il presidente Sestini mi chiamò, io ero arrivato nel novembre del 1970 in Siad e mi disse che dovevo andare ad Anversa dove stavano utilizzando l’ossigeno nelle fonderie – racconta Gian Giacomo Caldara, direttore generale di Siad -. Andai e imparai, quindi introducemmo l’utilizzo di ossigeno in fonderia con successo.

La realizzazione dell’ossigenodotto – posto ad una minima profondità di 1 metro e mezzo, con dimensione diametro di 114,3 millimetri e spessore minimo 4 millimetri, esercita ad una pressione di 64 bar – ha richiesto circa un anno e notevoli sforzi burocratici, considerato il gran numero di enti pubblici e privati coinvolti.
Lo spiega in questo video l’ingegner Gian Luca Ravasio che ha seguito le operazioni.

“La realizzazione dell’ossigenodotto è un chiaro esempio di gestione integrata della catena logistica, in una visione estesa, che comprende sia le unità produttive interne all’azienda che i fornitori esterni, per lo sviluppo efficiente delle nostre aziende, quotidianamente impegnate in un percorso di responsabilità sociale – spiega Enrico Frigerio, presidente e amministratore delegato di Fonderia di Torbole -. Abbiamo superato quindi lo schema fornitore-cliente ed avviato un rapporto di partnership di lungo periodo in cui il fornitore di riferimento si è trasformato in un partner strategico nelle tecnologie e nell’organizzazione con l’obiettivo dell’efficienza ottenuta adottando misure a favore della riduzione dell’impatto ambientale”.

“Questi rapporti, tra la Siad e la Fonderia di Torbole, nascono dalla fiducia tra le persone – aggiunge Sestini – certo, è un investimento importante per Siad e c’è il rischio di impresa, ma se non ci fosse il rischio un imprenditore non avrebbe soddisfazioni”.

L’ossigenodotto di Torbole è un altro tassello importante che si aggiunge alle sfide che Siad – uno dei principali gruppi chimici italiani, con oltre 60 mila clienti in tutto il mondo e un fatturato 2016 di 550 milioni di euro – sta portando avanti. Lo stabilimento di Osio Sopra è il principale centro di produzione Siad e rappresenta il più grande ed articolato insediamento nazionale nel settore dei gas tecnici. La Fonderia di Torbole, fondata nel 1924, sviluppa, produce e commercializza getti grezzi e finiti di lavorazione di alta qualità, di media e grande serie, in ghisa grigia legata e non legata per il mercato “automotive”.

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