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Arzago, Riva cerca lo storico tris: “Ci rimettiamo in discussione per migliorare”

Tempo di elezioni ad Arzago d’Adda dove l’11 giugno i cittadini saranno chiamati a scegliere la loro guida. Saranno due le liste a darsi battagli a suon di voti in questa tornata elettorale. Paese Nuovo è la “civica” dello storico sindaco Gabriele Riva, che si ricandida questa volta per il suo terzo mandato consecutivo. Una grande sfida per l’attuale sindaco di Arzago, che si presenta carico e motivato per affrontare questa nuova battaglia.

Riva, per questa nuova candidatura quali sono le priorità legate al vostro programma?

La priorità assoluta del nostro programma è quella di continuare a fare sentire Arzago una comunità: con gli investimenti, i servizi e soprattutto un’idea di sicurezza che sia non solo il controllo del territorio ma anche la capacità di aiutare i più deboli e ricostruire la rete sociale.

Se verrà eletto c’è un opera che le piacerebbe realizzare?

Ci piacerebbe realizzare la nuova piazza dell’ex castello a completamento degli spazi esterni del Centro Civico “Alda Merini” con la casa delle associazioni, la nuova biblioteca e la sala musica: l’opera di cui andiamo più orgogliosi.

Quello della sicurezza è da sempre un tema caldo, quale è la vostra politica in merito?

Come dicevo prima, la sicurezza è un diritto dei cittadini che va difeso e tutelato: in questi anni abbiamo lavorato molto sul potenziamento del corpo di polizia locale, con una seconda assunzione prima e un convenzionamento coi comuni limitrofi poi, e dell’impianto di videosorveglianza per il quale abbiamo appena ricevuto un contributo da Regione Lombardia proprio per la sostituzione di diverse telecamere con modelli di ultima generazione.

Dopo la sicurezza l’altro tema ricorrente è quello inerente ai richiedenti asilo, in questo caso quale è la vostra opinione?

È un tema delicatissimo che non può essere ignorato e deve essere affrontato a livello nazionale senza lasciare soli i comuni, soprattutto i più piccoli. Oggi ad Arzago non ci sono richiedenti asilo. Noi non abbiamo spazi pubblici da mettere a disposizione anche perché riteniamo che sarebbe sbagliato utilizzare per altre finalità i pochi appartamenti comunali oggi occupati dagli anziani e dai soggetti socialmente fragili. Abbiamo aderito anni fa al protocollo per l’accoglienza diffusa: se dovessero arrivare dei richiedenti asilo in un numero congruo lavoreremmo con le associazioni del paese e la parrocchia per favorirne l’integrazione.

Teme il suo avversario?

Siamo in due candidati quindi non temo ma rispetto il mio avversario.

Rispetto all’altra lista cosa pensate di avere in più?

Non mi piacciono i paragoni: sono veramente molto soddisfatto del gruppo che si è creato che coniuga, con entusiasmo e voglia di fare, esperienza e novità.

Un bilancio del mandato che sta per concludersi?

Sono contento di come sono andati questi ultimi cinque anni perché credo che, pur nelle difficoltà, si sia lavorato tanto. Poi bisogna sempre migliorare e avere la capacità di mettersi in discussione.

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