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Lite per le briciole sul terrazzo finì a coltellate: chiesta condanna a 3 anni - BergamoNews
A villa d'almè

Lite per le briciole sul terrazzo finì a coltellate: chiesta condanna a 3 anni

L'episodio risale al 5 luglio del 2015 quando tra i due, residenti in una palazzina di via Divisione Julia, dopo anni di tensioni per motivi condominiali scoppiò l'ennesimo, acceso, diverbio

Rischia una condanna a tre anni per tentato omicidio il cinquantenne di Villa d’Almè che accoltellò un vicino di casa al culmine di una lite scaturita per alcune briciole sul balcone.

L’episodio risale al 5 luglio del 2015 quando tra i due, residenti in una palazzina di via Divisione Julia, dopo anni di tensioni per motivi condominiali scoppiò l’ennesimo, acceso, diverbio. La causa, quel giorno, furono le briciole di cibo che cadevano da un balcone all’altro.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri intervenuti quel giorno, intorno a mezzogiorno G.C., allora 49enne, al culmine della lite aveva colpito quattro volte all’addome con un coltello da cucina I.M., suo coetaneo.

L’accoltellato raccontò ai militari di essere passato per caso dal pianerottolo del vicino, due piani più su, con cui litigava da tempo. L’uomo aveva con sé un registratore audio, con il quale memorizzò la discussione.

L’aggressore raccontò che in quel momento stava pranzando e mentre stava sbucciando la frutta aveva sentito un rumore all’esterno di casa: per questo era uscito e aveva con sè il coltello.

In ogni caso, come confermato dall’audio del registratore, tra di loro scoppiò un’accesa discussione, culminata con le quattro coltellate che fecero finire a terra I.M..

I due avevano anche spiegato che litigavano animatamente da anni, spesso per futili motivi come per la musica troppo alta.

Per G.C., rinviato a giudizio per tentato omicidio, difeso dall’avvocato Michele Olivati, martedì 6 giugno il pubblico ministero ha chiesto una condanna a tre anni di reclusione. La sentenza è attesa per venerdì.

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