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“In piazza a Torino per la Juve, ho conosciuto il terrore”, il racconto di Michela di Treviglio

Tra i presenti anche due giovani sorelle trevigliesi, Michela e Arianna Amatulli, fortunatamente uscite illese: “Ho visto gente che veniva calpestata”

Sabato sera, finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, migliaia di tifosi provenienti da tutta Italia raggiungono la centralissima piazza San Carlo a Torino per seguire la partita. Il Real ha appena siglato il momentaneo 3 a 1 e tra i supporter bianconeri serpeggia lo sconforto; all’improvviso un forte boato scuote l’intera piazza.

Tra la folla scoppia subito il panico, derivante soprattutto per la paura di un eventuale attacco terroristico. Partono le prime spinte, alcune urla e purtroppo si registrano anche dei feriti, caduti per terra e calpestati dalla massa che cerca di allontanarsi il più possibile dall’epicentro del forte rumore.

Tra i presenti anche due giovani sorelle trevigliesi, Michela e Arianna Amatulli, fortunatamente uscite illese, che ora parlano di quegli attimi di terrore: “Noi ci trovavamo in fondo alla piazza perché stavamo per andarcene visto il risultato – spiega Michela – Stavamo proprio per andare via quando abbiamo sentito un forte rumore di vetri che cadeva e subito dopo un mare di gente che ci veniva addosso. Abbiamo iniziato a scappare e per fortuna siamo riuscite a non farci male, ho visto gente cadere nella corsa ed essere calpestata da altri, gente che cadeva sui vetri, quindi piena di tagli”.

Riguardo il panico dei primi istanti poi continua: “Il primo pensiero di tutti è stato quello di un attentato, ma nessuno sapeva dirci cosa stesse succedendo. Poi sono iniziate a girare voci diverse, chi diceva ci fosse un’auto in piazza, chi una bomba carta, chi diceva che era caduto il palco; abbiamo capito cosa fosse accaduto solo dopo, quando siamo riusciti a chiamare a casa la nostra famiglia”.

Sulla sicurezza all’interno del piazzale la giovane afferma: “C’erano diversi controlli, soprattutto quando arrivavi in piazza, con gli agenti che controllavano zaini e quant’altro. Al momento della ressa però non sono stata in grado di percepirne la presenza, vedevo solo una folla di persone correre verso me e nient’altro”.

Infine un’ultima battuta sulla grande paura: “Alla fine si è trattato solo un episodio nato dal panico generale.”

Come riportato da diverse agenzie alla base del forte rumore il probabile cedimento di una ringhiera di una scala di servizio, che, staccandosi, avrebbe così scatenato il fuggi fuggi generale. Oltre 1000 i feriti, in gran parte lievi, che si sono presentarti al vicino ospedale per ricevere le prime cure anche se purtroppo vanno segnalati alcuni ricoveri ben più gravi tra cui quello di un bambino che starebbe lottando tra la vita e la morte.