Quantcast
"Gli strafalcioni dei giovani? Oggi contano più le conoscenze delle competenze" - BergamoNews
I prof bergamaschi

“Gli strafalcioni dei giovani? Oggi contano più le conoscenze delle competenze”

Abbiamo sottoposto la questione ad alcuni docenti del liceo e dell'università: ecco cosa ci hanno risposto

Uno video più cliccati e condivisi sul web dei mesi scorsi aveva come protagonista il giovane e sfortunato (se così possiamo dire) concorrente dell’Eredità caduto su una domanda piuttosto semplice. Quando il conduttore Fabrizio Frizzi ha chiesto al ragazzo dove si trovasse il versante italiano del Monte Bianco, egli è apparso visibilmente stranito e indeciso: due opzioni e quindi il 50% di possibilità di rispondere esattamente o di sbagliare. Valle D’Aosta o Sardegna? Leonardo si è buttato e… Beh, saprete tutti com’è andata.

“Sardegna!”. Risposta sbagliata e immediato massacro sulla rete. Ora, senza dubbio la domanda è semplice, davvero semplice! Ammettiamo che uno non la sappia, forse con un briciolo di logica ci si poteva arrivare. Noi, però, abbiamo provato a non fare come tutti quelli che hanno pubblicato e condiviso il video con commenti annessi. Ci siamo realmente incuriositi e abbiamo deciso di fare un passo in più provando a capire (sempre che sia possibile) il perché di un simile errore.

Facciamo un passo indietro: i quiz sono parte della storia televisiva. Pensiamo ai tempi di Mike Bongiorno e alla funzione che certi programmi, come Rischiatutto o Lascia o Raddoppia avevano. “Si stava meglio quando si stava peggio” dicono!? Qui siamo in anni in cui l’Italia era ancora frammentata dai vari dialetti e con tanti gradi diversi di istruzione. Sullo schermo avevamo un conduttore e un concorrente che rispondeva a domande in campi di cui era esperto. Insomma, era un’Italia che imparava. Oggi non è più così: si punta più sulla spettacolarità, sulla risatina nata anche da certe bellezze presenti in studio e sull’imbarazzo della vittima sacrificale di turno.

Appunto, Leonardo è l’ultimo di questi tristi esempi. Negli ultimi anni, tra tagli e riforme, l’insegnamento della geografia è cambiato radicalmente. È andata via via scemando, tanto che qualcuno l’ha definita la “Cenerentola” delle nostre materie scolastiche. Sembra che la scuola, come ha sostenuto recentemente Susanna Tamaro, sia diventata più classista e abbia “smesso di pretendere”, tanto che a volte “le Marche sono diventate la Puglia“.

Ma anche la storia in quanto a strafalcioni si difende bene! Basti pensare allo sgomento di Carlo Conti quando, sempre durante una puntata dell’Eredità, non uno ma ben tre concorrenti sono clamorosamente inciampati sulle date relative al dittatore nazista Adolf Hitler.

Per orde di studenti adolescenti i ritratti di Mazzini e Cavour risultano sconosciuti; da una protagonista de La Pupa e il Secchione il sommo poeta Dante Alighieri era stato scambiato nientemeno che per Toro Seduto. Ci verrebbe da urlare “aiuto!” “Possibile che sia tutto vero?”

Abbiamo allora sottoposto la questione ad alcuni professori di liceo e dell’università, ai quali abbiamo chiesto di aiutarci a fare un po’ di chiarezza.

È stato allora davvero interessante parlare con la professoressa Silvia Stucchi, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, la quale, memore delle parole della Tamaro, ci ha raccontato come l’abbia stupita che durante un esame di Stato alcuni, anzi, troppi ragazzi non siano stati in grado di collocare geograficamente i monti Sudeti, nonostante fossero preparati proprio circa avvenimenti storici collegati. O di come le date delle Leggi Fascistissime o dell’ascesa al potere di Benito Mussolini fossero decisamente perse nella nebbia.

“Avendo partecipato anche io ad un quiz televisivo so cosa significano tensione e agitazione, perché nella tua testa pensi al fatto di essere sbalzato in studio e sai che milioni di persone ti stanno guardando. È così facile andare nel pallone anche su concetti elementari”.

La professoressa Barbara Magitteri, docente di greco e latino al Centro Salesiano Don Bosco di Treviglio, è d’accordo con tutto questo: “anzitutto non mi sentirei di demonizzare il concorrente perché magari l’emozione in tv gioca brutti scherzi.”

“È anche vero però che alcune nozioni dovrebbero essere quasi degli automatismi – ribatte la Stucchi -. Quanto successo è strano perché nozioni su cui i nostri nonni, che hanno forse fatto solo le elementari, sarebbero stati più che sicuri, vengono sbagliate da chi ha addirittura una laurea in tasca. Il fatto è che la scuola si adatta alla complessità della società, sempre meno lineare, varia e frammentata. L’errore forse sta nell’aver puntato negli anni precedenti più sulle competenze che sulle conoscenze. A mio avviso non c’è una competenza solida senza una ricca rete di conoscenze che siano ramificate. La geografia negli ultimi anni è stata sempre marginalizzata; nel biennio della scuola secondaria di secondo grado addirittura accorpata a storia e quindi ridotta nelle ore di insegnamento (si fa più che altro geostoria). Bellissimo costruire percorsi che sviscerino i grandi problemi della contemporaneità, senza dubbio, ma se poi non so collocare fiumi, monti o città sulla carta geografica, che forza possono avere i miei ragionamenti?”.

Parole sante, diremmo noi. Forse il problema sta proprio qui, nel continuo cambiamento del percorso educativo scolastico? “Rispetto alla scuola di una volta nel ciclo primario si insegnano troppe materie e si dedicano davvero poche ore alle discipline che dovrebbero essere la base di ogni formazione. Quanto alla geografia dell’Italia, ha ragione chi la fa studiare al biennio sostenendo che gli alunni delle medie sanno solo la geografia europea e mondiale”, sostiene la professoressa Magitteri.

Non manca di certo chi, di fronte a questi errori (o orrori) dei concorrenti di quiz, alza un sopracciglio e dice “hai considerato la possibilità che certi sbagli marchiani siano fatti apposta?”. Ma certo! Se si va a scavare un po’ infatti si scopre che la bella ragazza che aveva scambiato l’autore della Divina Commedia con Toro Seduto non era affatto l’ultima arrivata, bensì una ragazza laureata, e che quindi si crede possa aver avuto diverse possibilità di vedere un’immagine di Dante. La stoccata arriva dal professor Narno Pinotti, docente al liceo Galilleo Galilei di Caravaggio, dove insegna italiano, latino, storia antica e medievale e geografia. Aggiunge anche che, non avendo la televisione, “non mi sembra dunque opportuno parlare di un episodio che non conosco, ma in generale sono tutti i quiz ad essere cambiati poiché la competenza non è più oggetto della gara.”

Insomma, alla luce dei fatti, siamo certi che di queste perle ne arriveranno ancora, ma che cosa possiamo dire? D’accordo con Carlo Conti che spera in un ripassino di storia e geografia e con le riflessioni di Susanna Tamaro, la quale chiede un pensiero che non sia svuotato dei suoi contenuti e impoverito, crediamo che “la prima e più sicura strada per una comunicazione efficace e non banalizzata sia l’assoluta padronanza delle conoscenze e dei dati concreti, quelli che in latino si dicono realtà”.

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI