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Protestano i lavoratori ‘invisibili’: “La nostra pazienza ha un limite”

I sindacati: “Il rinnovo del contratto manca da 49 mesi”

“Anche la pazienza ha un limite e quella dei lavoratori multiservizi e personale del turismo lo ha ampiamente superato. Sono passati 49 mesi dalla scadenza del contratto nazionale, correva l’anno 2013, per oltre 20.000 lavoratori bergamaschi. Si tratta di uomini e, soprattutto, donne con rapporti di lavoro fragili – per lo più part time e, di conseguenza con stipendi medio bassi e ad alta polverizzazione – che operano nel vasto comparto multiservizi delle mense e delle pulizie, della ristorazione e delle agenzie di viaggio”. Mario Colleoni, Alberto Citerio, Maurizio Regazzoni, segretari provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno partecipato mercoledì mattina al presidio organizzato per protestare, l’ennesima volta, contro lo stallo delle trattative per il rinnovo del Contratto di lavoro nazionale che interessa questi lavoratori.

L’adesione allo sciopero in provincia di Bergamo è stata vicina all’80%, fatti salvi i servizi essenziali. La protesta fa parte del pacchetto di otto ore da svolgere a livello territoriale, con il blocco delle flessibilità e delle ore di straordinario e supplementare, deciso dopo la grande mobilitazione nazionale del 31 marzo a Roma. “Escono dunque alla luce del sole questi lavoratori – dicono i sindacalisti – che spesso vengono definiti ‘invisibili’ perché la loro prestazione anticipa l’arrivo degli altri: si pensi agli addetti delle pulizie o a chi nelle cucine prepara pasti per le mense delle scuole o degli ospedali. In particolare le organizzazioni sindacali scendono in piazza per rifiutare una proposta contrattuale peggiorativa sia sul fronte salariale sia sui diritti, a partire dalla malattia”.

“Oggi scioperano – è stato detto dal palco della manifestazione – perché non ne possono più delle retribuzioni basse; dei cambi d’appalto che mettono in discussione a ogni giro i loro posti di lavoro; dei committenti che vogliono qualità ma riducono di continuo i costi….”.

“Dignità del lavoro e potenziamento del welfare per i lavoratori sono elementi irrinunciabili, la crisi ha già imposto un prezzo altissimo, andare oltre non è accettabile”.

I tre segretari generali sono stati poi ricevuti dal capo di gabinetto della prefettura, Adriano Coretti, al quale hanno espresso tutte le difficoltà dei settori, a cominciare dal tema degli appalti, per il quale il sindacato auspica un tavolo prefettizio di discussione con le controparti, al fine di condividere un sistema di regole per gli appalti, valido per tutto il territorio bergamasco.

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