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Presidi in pensione, il 36% delle scuole bergamasche senza una guida stabile

Un concorso tarda ormai dal 2011. E dopo la flessione seguente il record dell'annata 2013/14 il numero delle reggenze torna ad aumentare

Poltrone di dirigente scolastico scoperte. Una situazione che a livello nazionale sta assumendo contorni sempre più patologici, dovuta in gran parte al mancato turn-over per un concorso che si fa attendere ormai dal 2011. Una situazione che, numeri alla mano, non sembra affatto destinata a migliorare: a settembre – come riportato qualche giorno fa da Repubblica.it – gli oltre 450 pensionamenti richiesti dai dirigenti scolastici attualmente in servizio a decorrere dal prossimo 1° settembre si aggiungeranno ai quasi 1.500 già vacanti quest’anno, aggravando una situazione già al limite della sostenibilità in diverse regioni dello Stivale.

E in Bergamasca, la situazione qual è? Il dato inerente la stagione scolastica 2017/18 – fornito dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia – parla di 141 istituti e 26 reggenze, che rappresentano il 36,6% del totale. Il dato comprende scuole elementari, medie, superiori e i cosiddetti CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti). Un numero in aumento di 3 unità rispetto al 2016/17, a causa degli altrettanti pensionamenti: nello specifico, sono quelli che interessano i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi di Gromo, Marina Picinali; Ponte Nossa, Vanda Gibellini e Valnegra, Vincenzo Basile.

Un numero che è raddoppiato – anzi, quasi triplicato – nel giro di pochi anni. Basti pensare che nella stagione scolastica 2015/16 – sempre stando ai dati forniti dall’USR Lombardia – erano 10 le reggenze sui 141 istituti, diventate poi 23 nel 2016/17 e 26 in quella 2017/18. E quando la coperta è troppo corta, molti presidi non possono fare altro che dividersi tra gli istituti.

“Il record è quello dell’annata 2013/14, con una percentuale di reggenze vicina al 50% – commenta la dottoressa Patrizia Graziani, dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo -. La situazione si è poi attenuata, ma la soglia dell’attenzione sta inevitabilmente tornando alta perché i concorsi non sono ancora stati emanati, i dirigenti vanno in pensione e le reggenze di conseguenza aumentano”. Per quanto riguarda la provincia di Bergamo “con una media di circa 1.000-1.100 studenti per unità scolastica la necessità di avere una guida stabile non è un fattore secondario. L’auspicio è che venga bandito un nuovo concorso il prima possibile, anche se – conclude la Graziani – il nostro Ufficio Scolastico non ha mai avuto difficoltà ad assegnare un reggente. Tutti sono molto preparati, dimostrano grande dedizione al lavoro e al sacrificio che questo, a volte, inevitabilmente comporta”.

Qui il commento di Salvo Inglima, segretario generale CISL SCUOLA Bergamo.

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