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Nembro, la sfida del centrodestra: “Uniti per soddisfare i bisogni della gente”

Dopo cinque anni Luca Morotti ci riprova, questa volta capeggiando una lista che comprende Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia: “Sentiamo le gente lamentarsi per l'assenza di amministrazione e sindaco”.

Dopo cinque anni di opposizione tra le fila della Lega Nord, Luca Morotti si presenta nuovamente alle urne delle elezioni amministrative dell’11 giugno da sfidante del sindaco uscente Claudio Cancelli e a capo di siAmo Nembro, lista che riunisce il centrodestra.

Morotti, partiamo da questioni di partito: è andato a votare alle primarie della Lega?

No, ero fuori sede. Però avrei votato Salvini. Bossi ha tutti i suoi meriti del passato per averla fondata e aver dato il via a questo movimento a cui abbiamo aderito. Si è evoluto il movimento, si sono evoluti i tempi, sono cambiate le motivazioni e le necessità. Credo che Salvini sia sulla strada giusta di questi tempi.

Guardando a Nembro come nasce questa unione di centrodestra?

Anche questa è una situazione dei tempi attuali. A livello nazionale si stanno avvicinando, in Regione Lombardia il centrodestra politico è sempre stato unito. Ultimamente siamo sulla medesima linea dei vicini di Alzano e il simbolo è praticamente uguale, perché abbiamo ottenuto l’appoggio delle segreterie provinciali su questo tipo di accordo. Abbiamo mantenuto i tre simboli politici di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia chiari e definiti.

Quali sono i punti più importanti del nuovo programma?

Tra i punti più importanti del programma c’è prima di tutto il sociale. A volte qualcuno confonde il “sociale” per i “problemi degli anziani”, ma per noi il sociale è tutto: famiglia di tutti i tipi e di tutte le generazioni. E poi ovviamente le famiglie con i ragazzi che vanno a scuola e magari necessitano di qualche aiuto, sia, ad esempio, per i libri di testo, sia per i trasporti, tutti e due molto cari. Poi c’è il discorso della casa di riposo che ovviamente anche noi abbiamo sempre appoggiato e sostenuto. E quindi abbiamo intenzione di portare avanti attivamente questa situazione di sostegno economico. Ma anche le piccole cose di tutti giorni, come il problema dei parcheggi a pagamento, che secondo noi è molto sentito e da risolvere. Per quanto riguarda l’arredo urbano vorremmo sistemare paletti e dossi, i quali sicuramente servono, perché un avviso ai guidatori va dato, però senza il bisogno di queste salite pericolose per gli automobilisti e per gli ammortizzatori delle loro auto. Parlando di rifiuti, la questione è da rivedere andando incontro alle famiglie. Pensiamo all’abbassamento del costo dei sacchi e al reinserimento dei cestini tolti da questa amministrazione. Lo scopo della rimozione era evitare l’abbandono dei rifiuti a fianco dei cestini dovuto all’eccessivo costo dei sacchi. Il risultato però è un paese messo male in cui si trova in giro di tutto.
In tema di sport, siamo d’accordo con la ristrutturazione della palestra di Nembro, ma crediamo che ci sia anche una necessità di palestre per tutte le numerose associazioni sportive che per fortuna impegnano i nostri giovani. Lo spazio delle scuole medie, per esempio, potrebbe essere adatto per un ampliamento.

Negli ultimi 15 anni tutte e tre le volte in cui si è votato a Nembro ha vinto Paese Vivo. Cosa crede di avere in più quest’anno rispetto agli anni scorsi? Quale qualità pensa che potrebbe spezzare questa continuità?

Noi abbiamo sentito la gente lamentarsi. Non tanto perché non si siano fatte le cose, ma per l’assenza dell’amministrazione, e del sindaco in particolare. I cittadini non hanno sentito la presenza del sindaco sul territorio. Poi io, personalmente, non ho mai avuto bisogno di andare a vedere se mi dava la disponibilità su qualcosa, però questo è quello che si è sentito. Quello che Paese Vivo ha fatto è sistemare degli errori fatti da altri coi soldi dei cittadini. Ne sono un esempio il tratto stradale del centro storico di Via Ronchetti e anche quello della parrocchia. Dopo che avevano già pagato per farlo, l’hanno ripagato un’altra volta. Per sistemare il parcheggio del cimitero, anche questo frutto di questi 10 anni di amministrazione, pieno di buche, messo male, hanno buttato un po’ di sabbia per livellare. Adesso, dopo neanche un anno, è ancora con le buche.

Quindi tra le maggiori critiche che muove a Paese Vivo c’è lo spreco dei soldi?

Più che spreco, la cattiva gestione. Da tre anni stiamo pagando l’addizionale IRPEF, una tassa silenziosa che la gente spesso non si accorge neanche di pagare. Questi soldi sono usati per sistemare le cose di cui ho parlato. Ma anche la questione dei parcheggi a pagamento. Se devo andare a fare compere in centro, o sto nel primo quarto d’ora gratuito facendo le corse o devo pagare. Se voglio dare spazio ai negozi del centro bisogna far sì che la gente sia tranquilla e senza limiti di tempo.

Cosa ne pensa del progetto dell’accoglienza diffusa, e in particolare dei profughi ospitati da Nembro? Dareste la disponibilità ad ospitarne altri nel caso fosse necessario?

Questo è un problema non solo locale, ma sovracomunale. Se la distribuzione è effettivamente equa e proporzionata, dopo che si è accertato che effettivamente sono profughi, qualcosa bisogna fare. Quelli che abbiamo come comune sono ospitati comunque in struttura privata. Credo che il sindaco uscente abbia detto “Come comune noi non abbiamo disponibilità” per speculazione politica. È una posizione strana. Di fatto se le necessità ci sono, è gioco forza necessario umanamente aderire. Quando c’è tranquillità e i servizi ai cittadini sono garantiti, se nelle casse comunali avanza qualcosa è logico che quello finisce per un sociale più allargato. Però prima di tutto il servizio va garantito ai cittadini.

Il Ponte in questi anni si è diviso. Ci sono suoi elementi che vi appoggiano in questa campagna elettorale?

Il Ponte era una lista civica e 5 anni fa si era pubblicizzato come centrodestra. Quest’anno, grazie all’unione con Forza Italia e Fratelli d’Italia, il centrodestra è chiaramente individuabile in noi. A me le liste civiche tipo Paese Vivo non piacciono. È di sinistra, ma continua a spacciarsi come né di destra né di sinistra per raccattare il più possibile. Noi riteniamo che il non essere una lista civica sia innanzitutto segno di una politica chiara e fatta come si deve. Sono sempre stato contro le liste civiche perché tolgono la certezza alle persone. Non dico che siano un inganno, però in certi casi ci manca poco. Non siamo interessati a fare accordi di “appoggio esterno” col Ponte. Chi vuole appoggiarci è libero di farlo, però senza accordi che alla fine implicano magari ricompense. Questa è la malapolitica. Noi siamo andati apertamente con Forza Italia e Fratelli d’Italia perché non ci hanno chiesto nulla in cambio.

I rapporti tra voi e Paese Vivo in consiglio come sono stati?

In un intervento apparso recentemente su Bergamonews ho letto che Cancelli ha dichiarato che noi siamo sempre stati distaccati e che la Lega punta a dividere più che a unire. Sicuramente io mi tengo ben distante da questo gruppo. Personalmente ho mal sopportato tutto quello che è stata la sinistra e tutto quello che è arrivato dalla sinistra. E quindi sicuramente anche il mio comportamento in consiglio comunale è stato, non dico ostruzionistico, però palesemente contrario e negativo. Tante volte mi hanno accusato di non proporre nulla in commissione preconsigliare. Questo perché è il consiglio comunale il luogo politico e amministrativo dove si decide, si ragiona e si propone; dove la gente deve sapere cosa si decide. Non decido prima quello che poi porto in consiglio. Su pochissime cose, la casa di riposo in primis, si è trovato un accordo. Su trasporti pubblici e scuola non ci hanno mai ascoltato. Altra questione è la tassa dei rifiuti. Quest’anno abbiamo avuto 70.000 euro di mancanza di introiti, però il bilancio ha chiuso in pareggio. Vuol dire che qualcuno ha pagato di più per coprire i 70.000 euro, e non è giusto. Devi recuperare i soldi o coprirli in un’altra maniera. Se trovi che chi non ha pagato sono famiglie in difficoltà, arriverà l’aiuto. Ma non puoi far pagare di più agli altri. Stesso discorso per i parcheggi a pagamento. C’è un guadagno da parte del comune. Non stai facendo pagare i parcheggi per pagare un costo di gestione o di manutenzione. Porti a casa un ricavo e quindi potevi far pagare di meno i parcheggi o non farli pagare affatto, come diciamo noi. I cittadini hanno tirato fuori i soldi per realizzarli, e dopo che li hai fatti glieli fai pagare ancora? Uno compra una casa, poi per abitarla paga l’affitto? Non mi sembra logico. Queste sono le politiche di sinistra.

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