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Colpito da uno sparo del padre durante la caccia: muore a 33 anni

È spirato dopo tre giorni di agonia Emanuele Perico, il 33enne colpito da un colpo di carabina alla testa esploso dal padre

È spirato dopo tre giorni di agonia Emanuele Perico, il 33enne colpito da un colpo di carabina alla testa esploso dal padre alle prime ore del mattino di sabato 27 maggio a Villa d’Adda, durante una battuta di caccia.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Zogno e di Bergamo, coordinati dalla procura di Bergamo che ha aperto un fascicolo nei confronti del padre con l’accusa che dopo il decesso si è tramutata da lesioni colpose a omicidio colposo.

Secondo quanto ricostruito Emanuele Perico, convivente e con due figli, era uscito a caccia con il padre 58enne e il fratello in località Tassodine a Villa d’Adda quando, per cause in fase di accertamento, il colpo della calibro 22 del padre l’ha colpito alla testa mentre si trovava dietro un cespuglio.

La tragedia si è consumata attorno alle 5.30 del mattino. I tre erano impegnati dalla sera precedente in una battuta di caccia al tasso, proibita, all’interno della proprietà privata di un parente.

Il 33enne era stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Lecco dove è spirato martedì pomeriggio.

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