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Treviglio, piace il pasto portato da casa: gli studenti amano il pane e salame

Il progetto è partito ufficialmente nell'anno accademico 2016/2017 per i due istituti scolastici comprensivi Grossi e De Amicis riscuotendo un autentico successo in termini di adesioni, con circa la metà degli alunni della scuola secondaria di primo grado De amicis e circa 120 alunni sui quasi 400 totali della Grossi che hanno deciso di portare il pranzo da casa durante l'anno. 

Il progetto sperimentale per il pasto portato da casa dagli alunni a Treviglio è un successo e i dati confermano: gli studenti della Bassa continuano a preferire pane e salame.

Nato nella sua fase preliminare nel lontano 2015, il progetto è partito ufficialmente nell’anno accademico 2016/2017 per i due istituti scolastici comprensivi Grossi e De Amicis riscuotendo un autentico successo in termini di adesioni, con circa la metà degli alunni della scuola secondaria di primo grado De Amicis che hanno aderito all’iniziativa e con circa 120 alunni sui quasi 400 totali della Grossi che hanno deciso di portare il pranzo da casa durante l’anno.

Primo nella provincia di Bergamo e tra i pochi attivi in Regione Lombardia questo progetto “pionieristico” – come lo definisce l’assessore ai Servizi scolastici nonchè vicesindaco Pinuccia Prandina – è realizzato in collaborazione tra il comune di Treviglio, le due scuole secondarie di primo grado cittadine e l’Agenzia di Tutela della Salute – ATS – con quest’ultima che ha seguito minuziosamente il progetto dal punto di vista tecnico e professionale fornendo un’importante “vademecum” con i criteri da seguire da parte dei genitori nella somministrazione delle pietanze. Cibi consentiti, cibi consigliati e ovviamente quelli proibiti in questa lista, studiata per permettere ai giovani di alimentarsi giornalmente in modo sano ed equilibrato evitando ovviamente il cibo spazzatura.

Sempre ATS ha svolto un’importante lavoro di monitoraggio per controllare i cibi portati dai giovani, rilevando sul campo per un breve periodo di tempo, eventuali pecche o irregolarità nelle pietanze e nella tipologia di alimenti preparati dai genitori e stilando un curioso report legato alle usanze dei ragazzi in materia di cibo casalingo.

pranzo da casa treviglio

I dati che emergono dalle analisi ATS sono davvero curiosi, con il tanto amato pane e salame che risulta al primo posto in un’ipotetica lista dei cibi più apprezzati dagli studenti, a cui segue a ruota il pane – o pancarrè – imbottito con altri tipi di salumi. Ottimi “piazzamenti” anche per pasta, il riso e l’immancabile pizza così come i pasti più completi quali crespelle o lasagne mentre il dato negativo arriva dalla verdura, consumata davvero in poche circostanze e dalla frutta che, nonostante non manchi nella dieta di alcuni scolari, risulta ancora poco consumata. Tra gli “imbucati” in questa lista anche lattine contenenti bibite gasate, the freddo zuccherato e dolcetti al cioccolato, ovviamente tutti sconsigliati da ATS, anche se la loro assunzione risulta comunque limitata e al di sotto di una eventuale soglia di allarme.

“Quella del pasto da casa è una sperimentazione richiesta dai dirigenti degli istituti comprensivi Grossi e De Amicis – dichiara l’assessore e vicesindaco Pinuccia Prandina -, sollecitati sicuramente dalle famiglie frequentanti le loro scuole che hanno chiesto a viva voce una riorganizzazione dei servizi, sia alla luce di precarie condizioni economiche di alcune famiglie legate alla perdurante crisi economica ma anche a una motivazione personale scelta sia del ragazzo che della famiglia.”

“E’ stata davvero una sorpresa vedere che i genitori, senza basarsi su un’esperienza pregressa, hanno dato fiducia al progetto aderendovi – dichiara soddisfatta Donatella Finardi dell’istituto comprensivo De Amicis – sono anche molto soddisfatta per quanto fatto dai ragazzi, i quali, oltre che a usufruire del servizio, sono anche incaricati del riordino dell’ambiente e dell’attività di pulizia nelle aule in cui mangiano. C’è stato un risvolto educativo importante che ha reso i ragazzi consapevoli del fatto che se ci impegniamo tutti a tenere pulito e a non sporcare la qualità della vita all’interno della scuola risulta sicuramente migliore”.

Mentre sull’organizzazione degli studenti il Dirigente dell’istituto comprensivo Tommaso Grossi Nicoletta Sudati spiega: “I ragazzi non solo si sono organizzati, spesso anche autonomamente, coi pasti, ma si sono anche dotati, con l’aiuto delle famiglie, di pratici kit come piatti, stoviglie, contenitori per alimenti in cui porre il pranzo portato da casa”.

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