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Etichettatura d’origine: il latte italiano più richiesto e sale il prezzo

Il prodotto spot sfonda quota 41 centesimi e il burro segna +90% in un anno

I produttori di latte della provincia di Bergamo stanno monitorando con grande attenzione la situazione del mercato del latte, pronti a cogliere tutti i segnali che ne indicano l’andamento e che potranno influenzare le future trattative per la definizione del prezzo alla stalla.
Oltre 41 centesimi al litro contro i 37 centesimi di appena tre mesi fa, è l’exploit fatto registrare dal latte spot nella giornata di lunedì 29 maggio alla borsa di Lodi (piazza di riferimento per il nord Italia). Anche le quotazioni del burro hanno fatto registrare un’impennata e nel mese di maggio hanno raggiunto i 4,63 euro al chilo con un aumento di quasi il 90% rispetto allo stesso periodo del 2016.

“Questi valori non si registravano da tempo – sottolinea il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio -. Evidentemente l’entrata in vigore, il 19 aprile scorso dell’etichetta d’origine per il latte a lunga conservazione e per i formaggi, che come Coldiretti abbiamo fortemente voluto, sta iniziando a cambiare gli assetti del mercato e il latte italiano è più richiesto. Inoltre, sui mercati europei e internazionali è calata la produzione di latte e questo ha sostenuto le quotazioni del vero prodotto italiano”.

In provincia di Bergamo a seguire con molto interesse l’evolversi della situazione del mercato del latte sono circa 800 stalle che producono annualmente circa 3.500.000 di quintali di latte, cui va associato un indotto ben strutturato, fondamentale dal punto di vista dell’occupazione e della creazione di valore aggiunto per l’economia bergamasca.

“Il sistema zootecnico della nostra provincia, così come quello lombardo – evidenzia Brivio – presenta standard di qualità particolarmente elevati ed è uno dei migliori a livello mondiale, sia sul fronte dei controlli per la sicurezza del consumatore, sia per la qualità dei nostri prodotti, non solo quelli di larga diffusione come il Grana e il Parmigiano, ma anche per le altre produzioni casearie che fanno del nostro territorio una delle realtà a più alta densità di eccellenze, come il Taleggio, il Gorgonzola, il Quartirolo, il Formai de Mut, il Provolone, lo Strachitunt, il Bitto e il Salva Cremasco, senza dimenticare gli altri prodotti tipici, come ad esempio il Branzi, l’Agri e le grande varietà di formaggelle”.

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