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Dal San Bernardo a Nus: saluto la Svizzera e arrivo in Italia fotogallery

Terza tappa: Sembrancher-Bourg st. Pierre.

Quarta e quinta tappa: Bourg St. Pierre fino al colle San Bernardo.
In compagnia di Tommaso sono salita fino al colle San Bernardo, a 2.470 metri. La strada è chiusa alle auto per la neve. È un paesaggio un po’ lunare. Io e Tommaso siamo partiti con molta calma, con un passo più lento. È una giornata bellissima, il sole ci ha accompagnato tutto il giorno. L’accoglienza dei monaci che ci ospitano al San Bernardo è stata come sempre calda e piacevole. I monaci ci hanno raccontato anche la storia dell’ospizio del Sempione, essendo gestito dalla stessa comunità religiosa.

Quassù si è al riparo dal trambusto e dal traffico, un posto di accoglienza e di raccoglimento. Anche chi non è religioso, qui ha un momento di tranquillità per ritrovare sé stesso.

Lo spettacolo del lago ghiacciato qui di fronte è magnifico, si vedono di fronte le Alpi italiane, perché il confini con l’Italia è a soli 50 metri.

L’atmosfera che si respira qui, in questo ospizio, è sempre molto particolare. A me piace tantissimo, Sarà la decima volta che salgo. La stagione che preferisco chiaramente è l’inverno quando la neve impedisce alle auto di salire e si raggiunge l’ospizio con gli sci di alpinismo o con le racchette. Domani mattina lascerò la Svizzera, sopratutto il mio cantone Vallese e rientro in Italia, come disse una mio caposala: è un ritorno alle origini.

Passo passo

Sesta tappa: Variney-Nus
Si parte da Variney per raggiungere Nus che è un paese della Valle d’Aosta. Non sono sola. Ad accompagnarmi c’è la mia collega Mirna e il figlio Mathieu Rollandin. Mirna è un’ostetrica che lavora a Sion ma che vive a Variney. Con Mirna e suo figlio abbiamo percorso la pista ciclabile che costeggia la Dora Baltea, il fiume che attraversa la Valle d’Aosta, e siamo arrivati a questo paesino di Nus e Fenisse dove c’è un castello ho visitato.
La valle del San Bernardo è detta anche la valle fredda per il vento che è pungente. È una valle conosciuta per i suoi costumi tipici, molto particolari, che si usano a carnevale e che si prendono gioco delle divise dell’esercito di Napoleone. È una valle meno turistica, ma di passaggio, poco frequentata dai turisti. Abbiamo proseguito fino a Nus, abbiamo percorso una variante dalla via Francigena, ma altrettanto bella.

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