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Pagellone dell’EuroAtalanta: Gasp il migliore, ottimi Caldara, Conti, Kessie e Gomez fotogallery

BERISHA 7.5: Arrivato all’ultimo giorno di mercato per una serie di circostanze pure fortuite, non mi dilungo sul caso Sportiello, ha convinto tutti. Il suo pregio? La tranquillità dimostrata subentrando in un momento complicato. Il ruolo del portiere è da sempre il più scomodo. Tra i pali ineccepibile, anche decisivo, un poco meno con i piedi e nelle uscite. Se così non fosse non sarebbe a Bergamo. Ora Sartori avrà il suo da fare con Lotito. Non aiuta la classifica di Cies Football Observatory che lo mette tra i primi 5 portieri di Europa.

GOLLINI 6: Deve dimostrare cosa vale. Non ha avuto molte occasioni. Dalla sua, l’età. Una scelta intelligente di Sartori. In Europa e in Coppa Italia deve fare il titolare. Alla fine sapremo cosa vale. Buon inizio con il Chievo.

TOLOI 7.5: Non era costato poco, 3.695.000 milioni per uno che a Roma aveva fatto il turista. Ha fugato tutti i dubbi . Brasiliano di carta d’identità si è dimostrato tedesco nel carattere, ricordate il suo testa a testa con Gasp. A noi interessa il rendimento in campo. Non ha mai sbagliato approccio e partita.

CALDARA 9: Ha stupito tutti. Non gli addetti ai lavori e soprattutto Gasperini. Ben vengano le notti insonni di Percassi se riesce a tenerlo un altro anno a Bergamo. Meglio anche per lui, perché a Torino fatica a giocare perfino Rugani che ha più presenze di lui nella serie maggiore.

MASIELLO 8: Sono sincero. Non mi è mai piaciuto. Chi ha problemi con la giustizia sportiva andrebbe radiato, ho più volte scritto. Nel suo caso devo ricredermi. Grazie anche alla società che ha creduto in lui e anche recuperato il capitale speso, qualcuno suggerisce. Giù il cappello ad entrambi. La sorpresa di questa stagione è lui. Da dividere con altri. Ma in lui prevale il fattore umano che ha riconquistato fuori e dentro il campo.

CONTI 9: Dove trovi un esterno che segna otto reti. Non solo, con Gasperini ha imparato a difendere quando serve, cosa che non gli riusciva bene con Reja. Chiedete a quel simpaticone di Mandzukic. È umile e anche simpatico. Proviamo a tenerlo facendo leva sull’adeguamento dell’ingaggio e sull’Europa. Ma il suo procuratore vuole rientrare dalle scommesse perse che gli sono costate orologio e Suv. Leggendo il bilancio, non gli bastano i 125.000 cucuzzi già intascati…

KESSIE 9: Arrivato a Bergamo con le ciabatte se ne va da “scior” facendo ricco anche il suo procuratore. Non solo i Percassi. Impossibile trattenerlo se le cifre sono quelle che sento in giro. Se preferisce il Milan come dargli torto. Alla Roma oltre a non giocare rischierebbe di perdersi.

CRISTANTE 6.5: Il prestito biennale permetterà una valutazione più completa. Come sostituto di Gagliardini non ha entusiasmato. Via Kessie ha l’occasione per diventare grande. Gli impegni in Europa obbligano Sartori a coprirsi con almeno una valida alternativa.

FREULER 8: Nessuno rimpiange Gagliardini. Il merito è tutto suo. Arrivato in sordina ha dimostrato grande serietà nell’aspettare il suo turno. Gasperini ha trovato l’uomo d’ordine a metà campo. Ha pure un correre intelligente che valorizza il modo di giocare di questa Atalanta. Sartori aveva visto giusto. Al modico costo di 1.632.500 milioncini.

SPINAZZOLA 8: Peccato averlo solo in prestito. Vuole dire che alla Juve aveva ancora qualcuno che credeva in lui. Deve fare un monumento a Gasperini. Alla Juve quando mai giocherà. Un altro anno a Bergamo è meglio per tutti. E anche per fare il primo centro in serie A che non c’è stato.

KURTIC 7: Rendimento mai eclatante ma importante giocatore da Atalanta. Corre troppo, se trova equilibrio sarà decisivo specie sui campi d’Europa dove alla fine nessuno regalerà niente.

PETAGNA 7.5: Non me la sento di unirmi al coro delle ultime e recenti critiche. Non è nato per fare troppi gol. Ideale per quello che pretende Gasperini e il suo gioco. Fare salire la squadra. Infatti altrove quasi non giocava e non giocherebbe. Certo al bar si dice, se ci fosse stato Borriello saremmo finiti a inseguire il terzo posto, pur con nulla alla voce ricavi della partita doppia. Quella che conta nelle società come l’Atalanta. Paloschi insegna.

GOMEZ 9: Ha una età in cui vorresti svegliarti e poter dire “non ho sognato, son desto”. Se arriva la grande i sogni per lui non svaniscano più all’alba come per i comuni mortali. Da ragazzo sincero lo ha già detto ai Percassi. Incrociamo le dita fino al termine del mercato, anche perché era costato poco più di 2 milioni e fattore non secondario per la società sarebbe l’ultima plusvalenza. Ma il presidente che giocatore è stato dovrebbe sapere che in campo non vanno i bilanci. Nemmeno l’attivismo sui social, sms per il Papu del prossimo anno. Perché ripetersi non sarà facile per nessuno. E se Sartori avesse già in mano un clone?

PALOSCHI 5: Ha pagato il costo del cartellino, Oltre 8 milioni più uno stipendio faraonico, non meno essere stato acquistato per il gioco di Maran. Si è comunque comportato da professionista esemplare.

PESIC S.V.: Impossibile valutarlo. Vale anche per Mounier che manco ha approfittato delle poche occasioni. Se Gasperini vuole 22 titolari ci pensi Sartori a rispedirli al loro paese. Da tenere Hateboer, 6, che vale già più del costo del cartellino.

GASPERINI 9.5: Arrivato come seconda scelta. Ora, comunicazione a parte che gli costa mezzo punto in meno, riesce perfino ad apparire simpatico, nonché umano con la commozione esplosa alla festa di fine anno. A patto che si vinca. A Bergamo ha fatto meglio di tutti. E la piazza aveva criticato gente come Valcareggi e Prandelli, finiti poi ad allenare la Nazionale. Senza essere noioso, ripeto: l’Europa è tutta merito suo da dividere con la società. Si è visto il miglior gioco nella storia dell’Atalanta, pure accompagnato dai numeri della classifica. Mai successo.

SOCIETÀ 10: Percassi ha rifatto la società, non solo l’Oriocenter, non dimentichiamo che i successi sportivi arrivano quando ci sono le fondamenta societarie. Gli è servita la precedente esperienza quando era un presidente senza maggioranza, che era dei Radici. E la curva esponeva “Percassi vattene”. Una gestione familiare che unisce passione calcistica e competenza imprenditoriale. Un sms ai Della Valle che riescono meglio a fare scarpe. Non esistono altri esempi positivi in Europa. E dietro non c’è mamma Fiat. Le alternative sono i cinesi. I Berlusconi e i Moratti imparino da Percassi a non fare il passo più lungo della gamba. Da vero manager ha saputo prima utilizzare e poi liquidare i soggetti non in linea con il progetto. Con Colantuono quando mai avrebbero giocato i giovani? Con Marino prima venivano Cazzola, Contini, Canini. E quando parla di mantenimento della categoria ora nessuno sorride più. Al ghera resù. Intanto in lega lo chiamano il presidente con l’assegno circolare in mano.

ZUKANOVIC 6: A parte l’inizio imbarazzante ha cercato di fare la sua parte. Quando chiamato in causa si è dimostrato una concreta alternativa. Qualche infortunio di troppo ed è scomparso, anche perché il futuro si chiama Bastoni. Un nuovo Caldara. Fisicamente già pronto.

GRASSI 6 (di stima): Grandi potenzialità, fregato dal prestito più che dalle idee di Gasperini. Quasi perso un altro anno. Valutazione in picchiata. Se non sei il Donadoni o lo Scirea, del tempo che fu, nelle grandi assisti dalla panchina. Meglio andare a giocare, consiglio per il suo procuratore.

D’ALESSANDRO 5.5: L’Europa viene a proposito per dimostrare chi è. Per ora chi l’ha visto?

KONKO 5:  Troppi infortuni muscolari. La qualità si è vista quelle poche volte che è risultato disponibile. Non basta.

DRAMÉ 5.5: Anche per lui annata condizionata dagli infortuni. Sono stati i benvenuti, visto l’esplosione di Spinazzola, che all’inizio titolare non lo era.

CABEZAS S.V.: 20 minuti a Roma hanno incuriosito tutti. Rassegnati nell’ avere a che fare con un nuovo Parra in mongolfiera o meglio con un altro Ciccio Bello Valenciano ora sta a lui smentirci. Le qualità si sono appena intraviste. Sartori che lo ha preso ci crede. Tanto vale aspettarlo. Per ora ha fatto felici solo le compagnie aeree avanti e indietro dall’America.

MIGLIACCIO E RAIMONDI 8: Hanno tenuto insieme lo spogliatoio nei momenti complicati. E questo è risaputo. Chapeau per avere capito di scendere prima di essere invitati a farlo.

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