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L’attualità sbarca a teatro: il Donizetti lancia le sue produzioni di prosa

Il Teatro Donizetti ha presentato le proprie produzioni di prosa, frutto di un lavoro che ha dato enormi risultati e visibilità alla città di Bergamo: a presentarli, con grande orgoglio e soddisfazione, l’assessore alla Cultura del Comune Nadia Ghisalberti.

“La strada della produzione è un percorso nuovo per la Prosa del Teatro Donizetti, una scelta di chiara politica teatrale”.

Si tratta di una scelta non solo politica, ma anche di coraggio da cui emerge la volontà di spingersi oltre, di creare un teatro dinamico, laboratorio di riflessione, che arrivi agli animi degli spettatori. Nella rivisitazione di classici della letteratura, ogni produzione mette in scena storie e temi di forte impatto sociale: “Accabadora”, dal celebre romanzo di Michela Murgia; “Ivan”, liberamente tratto da “I fratelli Karamazov” di Fedor Dostoevskj; “Del coraggio silenzioso” di Marco Baliani; “Per te”, della Compagnia Finzi Pasca.

Da Massimo Boffelli, direttore della Fondazione Teatro Donizetti che ha dato provo dell’enorme successo della passata stagione di prosa e che anche quest’anno sarà seguita da numerosi e fedeli abbonati, una battuta doverosa in merito alla imminente chiusura del teatro: la nuova stagione, ha assicurato, si svilupperà tra il Teatro Sociale e il Creberg, con modalità che possano andare incontro alle varie esigenze che la chiusura del Donizetti comporterà.

Non poteva di certo mancare un intervento del direttore artistico della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi, Maria Grazia Panigada: “La prima produzione, ‘Ivan’, è stata un atto di coraggio, atto che non sarebbe stato possibile se non ci fosse stata alle spalle una struttura ben organizzata entusiasta e fiduciosa del progetto: l’amministrazione è stata fondamentale per dare vita a questo progetto”.

Il direttore artistico si è soffermato in prima battuta sulla produzione di Ivan, banco di prova di questo ambizioso percorso. La produzione, infatti, è stata un successo non solo per il Teatro e la Fondazione, ma soprattutto per la città di Bergamo: dall’opera teatrale è nata una collaborazione tra Università e scuole sui temi trattati da Dostoevskj, della durata di un anno. Da laboratorio di arte, il teatro è diventato laboratorio di riflessione, si è trasformato in uno strumento al servizio dei cittadini e della comunità.

È proprio questo il progetto che è stato lanciato: la scelta di fare produzioni proprie ha il chiaro intento di portare il teatro in una dimensione che non sia solo quella del palcoscenico. Affrontare temi di dirompente attualità, rivisitando in modo del tutto originale i classici della letteratura, è il miglior modo per il Teatro Donizetti di scendere in campo e svolgere un ruolo attivo nella propria città.

Un teatro che negli ultimi due anni ha assunto una veste del tutto nuova, come ha sottolineato anche Massimo Boffelli: dopo la secolare tradizione dell’opera lirica che da sempre ha connotato il Teatro Donizetti, si è fatto un inaspettato passo avanti, “un ulteriore tassello nel consolidamento del ruolo del nostro teatro cittadino sullo scenario teatrale italiano”.

Ruolo di rilievo è stato riservato anche ad “Accabadora”, nato dalla collaborazione tra la scrittrice Michela Murgia e la regista Veronica Cruciani, con cui il Donizetti ha già avuto l’onore di collaborare. Il tema affrontato è tra i più controversi del momento: il significato della maternità nelle sue varie e moderne sfaccettature e il rapporto tra madre e figlia, con tutti i risvolti positivi e negativi che esso da sempre comporta. Lo spettacolo, di cui l’anteprima sarà a Roma il 10 agosto all’interno della rassegna “I solisti del teatro”, verrà presentato a Bergamo il 15 e 16 febbraio 2018 al Teatro Sociale, nell’ambito della Stagione di Altri Percorsi 2017-2018.

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