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“Fare politica non è solo fare come i politicanti, è anche altro.” Intervista al consigliere Andrea Tremaglia

Il consigliere comunale di opposizione, Andrea Tremaglia, è stato ospite della redazione di Bergamonews giovedì 25 maggio. Ecco l'intervista di Marco Cangelli, classe'97, giornalista di BGY

Vedere un ragazzo di trent’anni essere già consigliere comunale in una città come Bergamo non è di sicuro una cosa da tutti ed Andrea Tremaglia lo sa bene. Proprio per questo abbiamo chiesto un suo parere su come possa un giovane avvicinarsi alla politica e quanto possa aiutare.

Andrea, al referendum del 4 dicembre si è avuto una grande presenza di giovani al voto. Questo voto potrebbe significare un ritorno alla politica di essi?

“Sicuramente questo voto ha significato molto in quanto un gran numero di giovani è tornato a votare e, vista la campagna elettorale compiuta dai rappresentanti per il “Sì” attraverso i media, ci si sarebbe aspettati di veder trionfare quella fazione, invece è accaduto il contrario. La maggior parte dei giovani ha votato con ogni probabilità “No” non perché non desideri un cambiamento, piuttosto perché ne vogliano uno, ma diverso da quello proposto.”

Si parlava di rinnovamento politico, a tal proposito come possono i giovani entrare in politica?

“Innanzitutto andando a votare. Il referendum del 4 dicembre ha mostrato come tutto ciò sia fondamentale ed il voto è il primo passo per provare a fare politica poiché con esso si inizia a prendere una decisione. Da capogruppo di Fratelli d’Italia a Bergamo vedo molti giovani che hanno voglia di fare e lo fanno per passione, mentre altri pensano già alla carriera. Importante è fare politica con l’idea di migliorare qualcosa, altrimenti ci si riduce a far politica come i politicanti, che è forse il modo meno piacevole.”

Visto che la politica è una bella opportunità, far politica è un modo per fare cittadinanza attiva?

“Assolutamente, dipende sempre come si fa politica. Se nel proprio piccolo per esempio si raccolgono firme per sistemare un lampione vicino a casa che il comune non sistema, è fare comunque cittadinanza attiva. La politica è uno dei metodi per farla, quello che conta sono sempre gli obiettivi che ci si prefigge.”

Parlando di legge elettorale, tema caldo degli ultimi giorni, cosa ne pensa e cosa ne pensa il suo partito?

“Penso che sia un argomento complicato, anche per me che un po’ di diritto pubblico ne capisco. Da parte di Fratelli d’Italia siamo stati coerenti fin da prima che si tenesse il referendum sull’accettare qualsiasi legge elettorale, basta che Matteo Renzi si dimettesse e si andasse subito a votare. Purtroppo Renzi nel momento in cui si è dimesso, si chiamato fuori da ogni dibattito e benché il governo ad oggi in carica sia ancora dalla sua parte, ha scelto di non prendersi responsabilità. Hanno avuto sei mesi per trovare un accordo sulla legge, e ad oggi non si è risolto ancora nulla. Penso che in breve non sarà semplice.”

Tornando in città, vista la sua giovane età, lei crede che Bergamo sia veramente una città per giovani come più volte espresso dal sindaco?

“Sarà che io sono nato già vecchio, ma Bergamo non mi sembra una città per giovani. Dipende sempre cosa si intende per giovani: se si intende per gioventù divertimento, cultura o tempo libero, si può essere d’accordo con il sindaco, anche se pare un concetto di gioventù un po’ delle iniziative pop. Se si considera il fatto che la maggior parte dei giovani vanno a vivere all’estero invece di rimanere in Italia perché non c’è lavoro, allora Bergamo non pare così giovane. Non si può imputare tutte queste colpe all’amministrazione comunale, visto che la maggior parte di queste politiche dovrebbero esser attuate dallo stato, ma di certo l’attuale amministrazione non sta facendo molto per migliorare le cose.”

Lavori, infrastrutture, cantieri, l’estate bergamasca sembra infuocata da progetti di ogni tipo, cosa ne pensa di programmi come la ristrutturazione dello stadio, la riqualificazione della caserma Montelungo e la costruzione del parcheggio alla Fara?

“Sullo stadio bisognerebbe chiedere a Percassi, anche se credo che sia un ottimo costruttore e non avrà problemi a portare a termine il progetto. L’unica cosa che si può imputare al comune è aver deciso di ricostruire lo stadio all’interno del centro cittadino e non in periferia. Per una struttura di una squadra di Serie A è una cosa inaccettabile, ma il sindaco ha sempre detto che sarebbe costato troppo, benchè i 33 milioni per la ristrutturazione non sembrano pochi. Sulla caserma Montelungo il sindaco Gori sperava di poter tagliare il nastro entro la fine del suo mandato, ma credo che prima del 2019 non si possa giungere a compimento. Sulla costruzione del parcheggio alla Fara non abbiamo ancora capito il progetto del Comune. L’amministrazione ha aggiunto numerose telecamere per impedire l’accesso al centro storico alle auto, ma il parcheggio per esterni sarebbe costruito all’interno delle mura. Una contraddizione, se non fosse che l’assessore Zenoni ci ha detto che vorrebbero porre un intervallo di tempo per evitare multe per cui o si esce dall’eventuale zona traffico limitato oppure si dovrebbe giungere presso il parcheggio. Un progetto poco lungimirante, perché così facendo saremmo di fronte ad una metamorfosi di Città Alta in una grande circonvallazione.”

In conclusione abbiamo chiesto a Tremaglia un parere sul tema sicurezza, materia scottante in Italia quanto a Bergamo: “Sulla sicurezza stiamo attendendo ancora notizie sul bando per gli impianti di sicurezza. Sono mesi che il comune lancia proclami, ma per il momento non si è visto ancora nulla. Si è previsto che i lavori partano entro il 2017, stiamo a vedere cosa accadrà. Nonostante ciò il problema sicurezza rimane fondamentale, in particolare in zone nevralgiche come via Bonomelli, via Quarenghi continuano a giungere critiche per la mancanza di sicurezza. Ricevo ogni giorno richieste da parte dei residenti di quelle zone, puntualmente le inoltro all’assessore alla sicurezza Sergio Gandi, ma sembra che non cambi mai nulla.”

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