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Oriocenter senza limiti: “Coi giusti risultati pronti ad ampliarci nuovamente” foto video

Il presidente del consorzio degli operatori di Oriocenter Giancarlo Bassi entusiasta della risposta della gente: "Siamo andati oltre le più rosee aspettative, se i risultati saranno positivi come pensiamo siamo pronti al quarto intervento".

Inaugurato nel 1998, ampliato per la prima volta nel 2004 e fresco di una nuova iniezione di negozi: Oriocenter è il centro commerciale più grande d’Italia ma sembra non volersi arrestare. In un giorno di festa, di medaglie al collo e complimenti, lo spirito imprenditoriale non si ferma a guardarsi allo specchio e, anzi, è già pronto a rilanciare. 

 

Il più raggiante è sembrato Antonio Percassi, che ha rivendicato il merito di aver scommesso 19 anni fa su un’area che in molti definivano dal basso potenziale: nel suo entusiasmo, a tratti incontenibile quando alle fortune del centro commerciale sono state accostate quelle della stagione perfetta della sua Atalanta, si è riconosciuto anche Giancarlo Bassi, presidente del consorzio operatori di Oriocenter, sorpreso dalla gente e dall’affetto dimostrato dagli ospiti della giornata inaugurale di giovedì 25 maggio. 

“Siamo andati onestamente oltre le più rosee aspettative – ha commentato – Ci aspettavamo certamente una buona presenza ma non in questi termini: sono contento perchè l’ambiente merita questa grande attenzione che ci è stata riservata. Ora è tempo di rimboccarsi le maniche perchè il vero lavoro viene adesso: ci siamo posti obiettivi ambiziosi, primo dei quali aumentare di qualche milione le presenze annuali che lo scorso anno si sono attestate sui 10 milioni”.

Come? Con una rinnovata offerta commerciale fatta di grandi firme, un cinema da 14 sale e un’area food dalle infinite proposte, ma non solo perchè l’idea della passerella tra il centro commerciale e l’aeroporto è un’idea che si sta facendo insistente e tambureggiante: “Al momento è solo una questione politica ma personalmente la consiglierei: il nostro aeroporto è il terzo in Italia, cresce continuamente nel numero dei passeggeri e l’area aeroportuale in confronto è molto stretta. Oriocenter è l’unica vera ancora che potrebbe ospitare i turisti che arrivano sul nostro territorio. Stiamo aumentando parecchio i nostri servizi informativi, un collegamento di quel tipo porterebbe visibilità alle diverse eccellenze bergamasche che si possono mettere in vetrina, come è stato ultimamente per il Moscato di Scanzo”.

Un collegamento, quello tra Oriocenter e Il Caravaggio, che esiste già ma che ovviamente verrebbe “certificato” anche visivamente da una struttura come il sovrappasso.

Parlando di obiettivi il presidente Bassi torna concretissimo: “Siamo entrati nell’elite delle industrie bergamasche, dove figurano nomi quali Brembo, Gewiss, fino a poco tempo fa Italcementi: diamo lavoro diretto a circa tremila persone ma indirettamente sono almeno il triplo. Creiamo un indotto importante, siamo convinti di poter superare i 500 milioni di fatturato. Il posizionamento di Oriocenter nel Nord Italia è strategico e oggi dobbiamo pensare a un pubblico che non è più solo bergamasco ma che arriva da Milano, Torino e Verona”. 

Oriocenter si ferma qui? Nemmeno per idea: “Il nostro promotore (Antonio Percassi ndr) ha detto che sta già pensando al quarto intervento sul centro commerciale: se i risultati saranno positivi come crediamo, lo spirito imprenditoriale e avveniristico emergerà: vorrebbe dire dar lavoro ad altre persone”.

 

 

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