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Papa Giovanni in ospedale, Sgarbi: “Il posto più giusto per la statua” fotogallery

Alla cerimonia per l'inaugurazione dell'opera anche il celebre critico d'arte

“Per questo monumento si tratta della collocazione più giusta, volta ad onorare un grande bergamasco. Un uomo malato è un uomo che ha bisogno di alti ideali e alti valori, e questo papa li ha rappresentati come nessun altro”. Con queste parole il celebre critico d’arte e opinionista Vittorio Sgarbi ha omaggiato il complesso monumentale dedicato a San Giovanni XXIII, inaugurato venerdì 26 maggio all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Alla statua, già presente da 4 anni all’ingresso principale est, si sono aggiunte due quinte laterali con citazioni di frasi celebri di Papa Roncalli. Nel corso della cerimonia si è ufficializzata la donazione all’Azienda socio sanitaria territoriale da parte del Comitato di benefattori che hanno sostenuto la realizzazione del monumento creato dallo scultore Carlo Balljana.

Con l’iniziativa è stato completato il complesso monumentale – inaugurato il 30 giugno 2013 con lo scoprimento della statua di Papa Giovanni – con due altre preziose opere d’arte, sempre dello scultore trevisano: due quinte ai lati del Santo che riportano stralci di scritti e discorsi del pontefice bergamasco, brani che sono autentici capisaldi del pensiero giovanneo. Sono tre i famosi pronunciamenti che sembrano quasi dar voce al volto sereno e alla fisicità del ritratto bronzeo di Papa Giovanni XXIII: il Discorso alla Luna, indimenticata carezza del Papa ai bambini e alle loro lacrime, pronunciato l’11 ottobre 1962 all’apertura del Concilio Vaticano II, una citazione della Pacem in Terris, che invita alla verità, giustizia, carità e libertà nei rapporti umani e infine un ricordo della “dilettissima Bergamo”.

Ispiratore di questa iniziativa, il cardinale Loris Francesco Capovilla, già segretario particolare di Papa Roncalli, scomparso il 26 maggio 2016 che volle suggerire le parole da porre in rilievo sulle due steli. Ed è proprio in coincidenza con l’anniversario della morte del porporato che ha vissuto all’ombra del futuro San Giovanni XXIII, nel periodo del patriarcato di Venezia e poi nel Palazzo Apostolico in Vaticano, che si è  dato corso alla nuova inaugurazione, dopo un lungo iter.

Fin dalle prime settimane di permanenza nell’atrio di ingresso dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII la scultura di Balljana, in bronzo fuso a cera persa (Metodo Benvenuto Cellini), alta un metro e 80 cm e del peso di 4 quintali, è stata letteralmente ricoperta di rosari, fiori, doni. E la mano del Santo, come è avvenuto per altre analoghe opere artistiche, è subito diventata lucida per essere stata accarezzata da quanti hanno chiesto e chiedono una grazia o un po’ di conforto per se stessi o per un proprio caro ammalato.

“Dall’estate 2013 agli uomini e alle donne che varcano l’ingresso principale dell’Ospedale si fa incontro la figura di Papa Giovanni – ha spiegato Carlo Nicora, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Da subito i pazienti e i loro cari hanno dato vita a una processione silenziosa per accarezzare la statua o portare un fiore. Il risultato è la corona colorata di fiori e luci che muta ogni giorno e cinge il piedestallo del monumento. Destinata a partire per una nuova collocazione, la statua è stata trattenuta proprio da quella corona, segno di affetto e di devozione per i malati e i loro congiunti”.

Alla cerimonia sono intervenuti anche il vescovo emerito mons. Gaetano Bonicelli, già Ordinario Militare e metropolita di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, tra i fautori e ispiratori dell’iniziativa, lo scultore Carlo Balljana, il  il presidente del Comitato promotore per la statua di Papa Giovanni XXIII Alberto Cabrini. In mattinata alla presenza delle autorità cittadine e provinciali e di molti cittadini si è tenuta la benedizione dell’opera scultorea che raffigura il Santo di Sotto il Monte.

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