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In Bergamasca aumentano gli infortuni sul lavoro: al via un ciclo di incontri sul tema

Da 3.307 a 3.798 nei primi mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016. In aumento anche le denunce di malattie professionali: + 9%

Anni di azioni volte a promuovere la cultura della sicurezza hanno prodotto miglioramenti che tuttavia sono ancora insufficienti. Lo dimostrano i sei infortuni mortali in poco più di quattro mesi dall’inizio dell’anno in provincia di Bergamo (4 avvenuti sul territorio provinciale e altri due accaduti fuori ma coinvolgendo residenti in Bergamasca). Anche gli altri infortuni sul nostro territorio, gravi e meno gravi, testimoniano una tendenza che va invertita. Assistiamo, infatti, a un aumento da 3.307 a 3.798 (dato relativo a eventi denunciati nei primi mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016) più un aumento del 9% di denunce di malattie professionali, sempre rispetto ai primi mesi del 2016.

Di sicurezza e delle prossime iniziative messe in campo dai sindacati si è parlato venerdì 26 maggio in una conferenza stampa organizzata da CGIL, CISL e UIL provinciali nella sede della CGIL di via Garibaldi 3 a Bergamo. A partire da lunedì 29 maggio sarà anche avviata una campagna con assemblee di un’ora nei luoghi di lavoro.

L’incontro è stato anche l’occasione per rilanciare la proposta di un “Modello Bergamo per la salute e sicurezza” e di passare in rassegna statistiche e dati sul tema. All’incontro erano presenti Angelo Chiari per la CGIL, Giacomo Meloni per la CISL e Amerigo Cortinovis per UIL di Bergamo.

Secondo CGIL, CISL e UIL “vanno instancabilmente promosse azioni concrete di prevenzione e investimenti su sicurezza e salute da parte delle imprese. Si deve spingere per un’adeguata formazione e per l’utilizzo dei mezzi di protezione individuali. Al lavoratore è necessario ricordare che il primo responsabile della sua sicurezza è lui stesso. Senza un’adeguata formazione non si può fare sicurezza, un lavoratore formato è un lavoratore più responsabile per la propria salute e per quella dei suoi colleghi”.

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