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Bergamo, gli operatori fanno rete: nasce la prima “community” dell’accoglienza

La rete si presenterà pubblicamente giovedì 25 maggio alle 20.30 nello spazio del Mutuo Soccorso: "Vogliamo far sentire la voce degli addetti ai lavori"

“Una rete di persone coinvolte umanamente e professionalmente nel sistema organizzativo dell’accoglienza dei richiedenti asilo”. Si presenta così Rete Accoglienze, quella che vuole essere la prima “community” dell’accoglienza a Bergamo.

“Un settore in forte espansione anche nella nostra provincia – afferma Fabrizio Totis, della cooperativa sociale Il Pugno Aperto di Treviolo, membro della neonata rete -. Nonostante questo gli operatori che vi lavorano non hanno voce in capitolo; non sono ascoltati e, soprattutto, non sono connessi tra loro. Il nostro obiettivo – continua – è quello di dare vita a un tavolo per dare voce ai beneficiari accolti e agli operatori, e cercare di instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni che trattano il tema, Comuni e Prefettura in testa”.

La rete si presenterà pubblicamente giovedì 25 maggio alle 20.30 nello spazio del Mutuo Soccorso in via Zambonate 33 a Bergamo: “L’incontro sarà incentrato sulle problematiche introdotte dal decreto Minniti-Orlando – spiega Totis – ma vuole anche aprire una discussione collettiva tra gli operatori che sappia rimarcare e ridefinire il concetto di accoglienza”. Alla serata interverranno anche l’avvocato milanese Livio Neri dell’ASGI (Associazione studi giuridici sull’Immigrazione, per la quale è referente in Lombardia) e l’avvocato bergamasco Roberto Trussardi.

Rete Accoglienze, che sabato 20 maggio è scesa in piazza a Milano alla marcia pro migranti, per ora conta all’incirca una quindicina di membri: “Non abbiamo un organigramma definito e non abbiamo ancora pensato a quale struttura darci – conclude Totis -. Per ora, la nostra volontà è quella di farci conoscere, fare squadra e fare valere la nostra voce su un tema che occupa un posto sempre più rilevante nell’agenda pubblica”.

LEGGI LA LORO PRESENTAZIONE

Rete Accoglienze è una rete di persone che sentono l’esigenza di formulare, condividere e diffondere ragionamenti critici sulle nostre prassi. Sentiamo l’esigenza di superare le pratiche e le retoriche dell’emergenza e ridefinire il delicato ma fondamentale compito dell’accoglienza non solo come finalità operativa ma anche e soprattutto come obiettivo sociale, culturale e, finalmente politico. Una rete che vuole migliorare il sistema stesso di accoglienza nella convinzione e nella certezza che ciò migliori la qualità di vita dei cittadini tutti. Una rete di persone inclusiva, costruttiva e aperta a tutti i contributi, le opinioni, i punti di vista di chiunque.

Una rete di persone che vogliono sensibilizzare la cittadinanza tutta a partire proprio da chi lavora nel Sistema di Accoglienza partendo dal presupposto che un’accoglienza diversa non solo è possibile ma è anche auspicabile e fattibile con lo sforzo di tutti;

Una rete che vuole sostenere la presa di parola delle persone accolte anche per discutere e superare i dispositivi assistenzialistici e spersonalizzanti dei Centri di Accoglienza e nelle strutture del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR).

Una rete che vuole dare voce alle istanze e ai bisogni di quanti lavorano a stretto contatto con i richiedenti asilo e che, con la loro presenza ed il loro lavoro quotidiano, garantiscono una permanenza dignitosa ed il rispetto dei diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati;

Una rete che, allo stesso tempo vuole agire affinché siano garantiti i diritti ai lavoratori e alle lavoratrici che sono di fatto il braccio operativo delle istituzioni senza doversi sostituire ad esse soprattutto in un periodo di distorsioni e forzature normative che scaricano sugli enti gestori e sulle persone che lavorano in prima linea nell’accoglienza compiti e funzioni improprie e che spettano, di fatto, alle istituzioni stesse.

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