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Dante in scena a Pagazzano: “Io come Beatrice nella Divina Commedia moderna”

Si è concluso il 14 maggio lo spettacolo itinerante svolto dall'associazione teatrale Corpo di Bacco in collaborazione con il gruppo della Civiltà contadina al castello di Pagazzano. La nostra Camilla Falchetti, classe '96, era tra le teatranti e ci racconta le emozioni vissute nei panni di Beatrice.

Si è concluso il 14 maggio lo spettacolo itinerante svolto dall’associazione teatrale Corpo di Bacco in collaborazione con il gruppo della Civiltà contadina al castello di Pagazzano.

Il ciclo complessivo di tre spettacoli, ha visto la partecipazione di un pubblico interessato, partecipe e coinvolto emotivamente. Il primo giorno, complice l’abbondante affluenza di visitatori, si è reso necessario aggiungere uno spettacolo ai tre già programmati dalla compagnia. Anche il secondo giorno ha visto un’abbondante partecipazione. Il terzo, infine, è stato il più faticoso e quello che ha visto coinvolto un pubblico più numeroso rispetto agli altri giorni. La preparazione è stata caratterizzata da un lungo percorso, ed è iniziata a novembre 2016, a seguito di una proposta del gruppo della Civiltà contadina, per potersi affiancare alla mostra delle cento opere di Salvador Dalì che è in programmazione al castello di Pagazzano fino al 5 giugno 2017.

Da allora si è sviluppata l’idea di realizzare una rappresentazione della Divina Commedia dantesca in chiave moderna. Si è quindi provveduto a cercare attori e appassionati disponibili ad interpretare alcuni tra gli innumerevoli personaggi dell’opera, a persone che potessero dare supporto nella realizzazione delle scenografie e chi, dietro le quinte, assistesse gli spettatori nel loro percorso attraverso i tre regni dell’aldilà. Poi si è dato il via alle prove che sono durate, in tutto, circa un paio di mesi. I ragazzi coinvolti erano dei più disparati e, soprattutto per quanto riguarda gli attori, per alcuni di essi era la prima volta che si cimentavano in uno spettacolo teatrale, per altri era la prima esperienza itinerante, altri ancora erano più esperti; ma nonostante l’eterogeneità di esperienze tutti si sono impegnati con entusiasmo per la buona riuscita dello spettacolo.

All’inizio vi era un po’ di agitazione e tensione, come è normale prima di ogni spettacolo, ma i ragazzi hanno saputo dare prova del loro valore. Tutti, soprattutto, si sono divertiti. Sin dai primi contatti con il pubblico molti sono stati i complimenti ricevuti da varie parti, non solo da parte di parenti e amici, ma anche da parte di visitatori che erano venuti a conoscenza dello spettacolo tramite gli annunci pubblicati su internet e giornali. Anche io ho fatto parte del gruppo attori nel ruolo di Beatrice, donna amata da Dante, figura della teologia e colei che, intercedendo presso Virgilio per volere suo, della Madonna e di Santa Lucia, ha permesso lo svolgimento dell’intero viaggio dantesco.

Per me era la prima esperienza itinerante, ma non la prima esperienza teatrale dato che avevo già partecipato a spettacoli seppur in ambito oratoriale. Ho scelto io di essere Beatrice, sia perché quando sono stata contattata mancavano solo le figure del Paradiso, sia perché mi è sempre piaciuta e mi rappresenta molto. Dei tre giorni ho preferito decisamente l’ultimo per l’afflusso di gente, ma anche perché ormai l’ansia di dimenticare le battute oppure di sbagliare qualche mossa nell’accogliere il pubblico erano pressoché sparite visti i successi delle due volte precedenti. Questa esperienza mi ha molto arricchito e devo essere grata a tutti coloro che hanno realizzato questo spettacolo.

Grazie a loro ho potuto conoscermi meglio, capire i miei limiti, conoscere persone fantastiche, ma soprattutto divertirmi svolgendo una delle mie più grandi passioni.

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