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Progettazione dello spazio e tutela del paesaggio, la lezione dell’Officina Labaa Piovesan

La mostra dedicata all'Officina Labaa Piovesan, a Seriate fino al prossimo 4 giugno, è uno di quegli eventi rari e imperdibili che intercettano pressoché ogni curiosità culturale.

La mostra dedicata all’Officina Labaa Piovesan, a Seriate fino al prossimo 4 giugno, è uno di quegli eventi rari e imperdibili che intercettano pressoché ogni curiosità culturale.

La rassegna, che consiste in una sintesi visiva e ragionata (fotografie, immagini grafiche, testi – ma non manca una parentesi autografa e artistica) di 40 anni di lavoro della coppia di architetti Gian Maria Labaa e Maria Teresa Piovesan, interseca la memoria dei luoghi e la progettazione degli spazi, la storia, l’architettura, l’urbanistica, l’arredo d’interni, la grafica e la progettazione editoriale, la promozione culturale e la curatela artistica.

“Officina e non studio – chiariscono i protagonisti – perché ci occupiamo un po’ di tutto da sempre”.

“È la prima volta che esponiamo i nostri lavori ed è come ripercorrere la propria vita”, confessa Labaa, che di mostre in decenni di attività ne ha organizzate duecento ma sempre “di altri” o “d’altro”. L’appuntamento seriatese mette in fila una selezione di interventi, eminentemente sul territorio bergamasco ma non solo, che vanno dal risanamento, cura e conservazione di edifici e fabbricati di pregio del patrimonio architettonico pubblico all’attualizzazione, ampliamento e riqualificazione di strutture abitative preesistenti, alla progettazione edilizia civile, alla pianificazione urbanistica. Con un occhio di riguardo, e una competenza assodata, per l’architettura fortificata: castelli, torri, complessi bastionati e ipogei di cinte murarie. E, su tutte, una specialità: l’architettura dell’età romanica, di cui Gian Maria Labaa è considerato uno dei maggiori esperti.

Visitare la mostra è come percorrere la provincia – con puntate “extra” nel bresciano, nel trevigiano o a Bologna – con una guida d’eccezione: lo sguardo di due esperti di progetto dello spazio e di tutela del paesaggio, che con intelligenza e cultura hanno contribuito, e ancora contribuiscono, a ri-disegnare l’orizzonte del nostro quotidiano.

Si passano in rassegna l‘Antenna Europea del Romanico ad Almenno San Bartolomeo, cento studi d’eccellenza sull’età del romanico, con il successivo e delicatissimo restauro del coro della Rotonda di San Tomè, il recuperato castello visconteo di Pagazzano, la cannoniera nord di San Michele delle Mura di Bergamo, la restaurata Torre dell’acqua a Palazzolo sull’Oglio. Numerose le biblioteche progettate dal duo Labaa-Piovesan, tra cui quelle della facoltà di Economia e di Lingue dell’Università di Bergamo, le civiche di Albino, di Lallio, la Queriniana di Brescia, una tra le più antiche e importanti d’Italia. Sfide impegnative anche quelle dei musei, tanto più ardue perché non sempre perseguibili secondo le prime intenzioni: “i lavori pubblici degenerano più di altri – confida Labaa – gli allestimenti li fanno i sindaci, le giunte, i direttori… ci sono situazioni per le quali ho sofferto rivedendole”. Equilibri delicati, inseriti in particolarissimi contesti locali, come il Museo Tassiano a Cornello dei Tasso, o situazioni vincolate dalla natura dell’edificio stesso, come il recente Mupre, Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica.

Varie e razionalmente articolate le residenze civili, puntuali e rispettose le revisioni delle architetture religiose, di particolare responsabilità il restauro di piazze come Piazza Mascheroni in città alta “la più grande piazza rinascimentale della città”, restituita ad armonica unità nei primi anni duemila. L’attività dello Studio è stata da subito orientata anche verso i temi della pianificazione urbanistica, prova ne siano il piano territoriale paesistico della Provincia di Bergamo del 1987-1990 e il piano particolareggiato di città alta e Borgo Canale del ’92-95.

Non è possibile ricordare in poche righe gli innumerevoli interventi di promozione, studio, allestimento di mostre d’arte sia antica che contemporanea, l’organizzazione di esposizioni storico-culturali, l’inesausta attività di divulgazione e pubblicistica che Labaa e Piovesan hanno prodotto in quattro decadi di sodalizio di lavoro e di vita. La mostra, che di questa alacre operosità documenta gli esiti più interessanti, accenna anche all’attività grafica (composizione, impaginazione, editing), curata per lungo tempo dallo Studio, fino a quando lo sviluppo delle tecniche informatiche ha resto necessario il ricorso a specializzazioni di formazione diversa.

A proposito di grafica, l’architetto Labaa ha tenuto a evidenziare l’apporto decisivo per questa mostra di Claudio Spini “il mentore dell’evento, grafico e coordinatore dei temi e dei materiali. Lo considero un autorevole esponente del frammentismo grafico: di un’immagine non gli va mai bene niente, taglia sempre qualcosa, con intelligenza e straordinaria intuizione”. Anche il catalogo, di grande interesse e pregio, si avvale della grafica – mai scontata – di Claudio Spini.

“La mostra è anche sua – conclude Labaa – grazie a questa fondamentale interpretazione che ha dato al nostro lavoro”.

L’esposizione, a cura di ASAV, è visitabile presso la Sala Espositiva “Virgilio Carbonari” in piazza A. Alebardi 1 – Seriate
dal 14 maggio al 4 giugno nei seguenti orari:da mercoledì a sabato dalle 16 alle 19;domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Ingresso libero.

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